Finisce il distanziamento sui treni. D’Amato: “Contagi in aumento, si dà un messaggio sbagliato”

Termina oggi il distanziamento sociale sui treni. Tutti i convogli ad alta velocità di Trenitalia e Italo potranno viaggiare con il cento per cento dei posti occupati e niente più sedili vuoti, alternati. Una decisione che sta facendo montare le polemiche tra scienziati ed esperti e anche nel Lazio ha sollevato la voce della Regione. 

“Si dà un messaggio sbagliato, l’Italia è accerchiata da Paesi in cui la curva sale e qui si dice stop al distanziamento. Ricordo che Roma è la principale destinazione dei treni ad Alta velocità del Paese” tuona l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. “Mentre aumentano i contagi e le regioni con valore RT superiore a 1 siamo sicuri che è una buona idea eliminare distanziamento sui treni? Questa decisione si accompagni ai test rapidi a viaggiatori su treni e i voli”.

Una scelta quella delle principali compagnie ferroviarie del Paese resa possibile dal realizzarsi di una serie di condizioni che erano previste dal Decreto del presidente del consiglio firmato da Giuseppe Conte il 14 luglio scorso. 

Il provvedimento stabiliva infatti la la possibilità di far viaggiare i treni a piena capacità purché in presenza di alcune condizioni: tra queste, la misurazione della temperatura prima di salire a bordo dei treni, con termoscanner e termometri che, appunto da oggi, sono presenti in tutte le stazioni dell’alta velocità, l’autodichiarazione da parte dei passeggeri per certificare di non essere stati in contatto con persone contagiate dal Covid-19, una sorta di nuovo modello come quello che milioni di italiani hanno utilizzato durante il lockdown, l’obbligo di indossare la mascherina a bordo dei convogli con la sostituzione ogni 4 ore. Una decisione, dicono dal Comitato tecnico scientifico del governo, “che desta molta preoccupazione”. 

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Altro fronte che ha messo il Lazio in allarme è l’arrivo di migranti dalla Sicilia, 15 risultati positivi su 334. Sempre l’assessore D’Amato ha mostrato preoccupazione. “I contagi tra i migranti sono al 4,5% – ha commentato – così il meccanismo non può funzionare. Si rischia di sovraccaricare il sistema sanitario già sotto pressione da mesi”. 

Fonte : Roma Today