Ex ospedale Forlanini, procuratore Corte dei Conti: “La Regione lo recuperi quanto prima”

Torna a far discutere il destino dell’ospedale Forlanini, chiuso ormai dal 2014. Dopo il dibattito infuocato scoppiato durante i primi giorni di quarantena, quando anche la sindaca di Roma Virginia Raggi aveva sostenuto la richiesta di riapertura avanzata dai cittadini, a chiedere un piano per il recupero della struttura sanitaria è stato il procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Andrea Lupi, durante la relazione al giudizio di parifica al rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio 2019.

“Ora emerge l’esigenza di dare attuazione, quanto prima, a tale progetto (di recupero, ndr) per scongiurare il rischio di degrado e di definitivo abbandono non solo del compendio immobiliare, ma anche del pregevolissimo Parco botanico di 12 ettari e del Museo anatomico”, ha detto. Poi ha ricordato: “A seguito dell’atto di indirizzo adottato dalla Giunta regionale nel febbraio 2018, è stato previsto un progetto di recupero e riqualificazione urbanistica nell’ambito di un più vasto programma di valorizzazione di compendi immobiliari di pregio”.

La storia – C’era una volta il Forlanini

Lo stimolo a recuperare l’immobile non è stato fatto cadere nel vuoto la presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha replicato: “Condivido al 100% la sollecitazione del procuratore. Il recupero del Forlanini dovrà avvenire dentro funzioni chiare e le compatibilità di bilancio che lo permettano”, ha detto Zingaretti al termine della relazione. “Abbiamo recuperato tanto patrimonio abbandonato e lo abbiamo inserito in un programma di recupero. Non vogliamo mettere dietro la parola valorizzazione il termine speculazione: la vocazione finale di questo patrimonio deve essere il bene comune”.

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Negli anni sono state tante le ipotesi, alcune più concrete altre quasi solo suggestioni, che sono state avanzate in merito al destino della struttura. Nel 2017 l’ipotesi di dismissione per 70 milioni di euro da parte della Regione Lazio aveva sollevato la protesta dei cittadini. Nei mesi seguenti è poi arrivato il dietrofront ufficiale. Tra i due progetti più gettonati l’utilizzo di una parte dell’immobile per destinarlo a funzioni di supporto degli uffici regionali o ancora la realizzazione di una “Cittadella della pubblica amministrazione e dei servizi ai cittadini”. Nulla, però, per il momento è diventato più che un’ipotesi concreta. Così il futuro della struttura continua a far discutere.

Fonte : Roma Today