Malagrotta 2, basta discariche: “Sui rifiuti cittadini pagano assenza programmazione”

No alla discarica, sì alla riqualificazione. C’è uno striscione che i comitati contrari alla realizzazione di Malagrotta 2 portano sempre nelle loro manifestazioni. Ieri, quello slogan, ha accolto una delegazione dei Verdi.

Il sopralluogo

Angelo Bonelli, insieme a Nando Bonessio, Silvana Meli e Guglielmo Calcerano, hanno incontrato una delegazione di residenti. Nonostante il gran caldo, i lavori nell’ex Cava di Monte Carnevale proseguono. Il sito è un grande cantiere destinato ad ospitare quella che, per la prossimità con la storica discarica di Roma, viene definita Malagrotta 2.

La vicinanza alla riserva

“Questo territorio deve essere solo bonificato” ha commentato Bonessio, il portavoce regionale del partito ambientalista, a margine del confronto con i residenti. Il sito si trova, com’è stato ricordato dalla consigliera municipale Patrizia Di Luigi, a poche centinaia di metri da un’area d’interesse comunitario, il SIC Macchia Grande di Valle Galeria. Un’area al cui interno nidificano numerose specie di uccelli. Alcune, com’è stato testimoniato attraverso reportage fotografici, sono piuttosto rare.

I permessi ottenuti e richiesti

Nell’ex cava, dalla Giunta Raggi considerata idonea ad ospitare una discarica per rifiuti solidi urbani, la Regione ha già autorizzato una discarica di fanghi ed inerti. La proprietà ha pero chiesto i permessi per realizzarvi quella che, i residenti, definiscono Malagrotta 2. Per ottenerli il progetto non deve essere assoggettato alla Valutazione d’Impatto Ambientale. Significa che l’iter è più breve e la proposta può essere valutata in conferenza dei servizi già nel corso di queste settimane.

Le criticità

Ma la scelta di  Monte Carnevale, com’è stato ricordato dall’ex assessore all’ambiente Giacomo Giujusa, “è quantomeno inopportuna” perchè “dista soli 3,5 km dalle piste dell’aeroporto di Fiumicino ed è situata a poche decine di metri da un nucleo abitativo, da una base militare strategica e dalla riserva naturale.” Inoltre, sul piano idrogeologico Il sito “non è idoneo perchè l’ex cava , priva di barriera geologica naturale, è su una falda resa affiorante dalle attività di cava, caratteristica che accomuna tutti i siti del bacino estrattivo Rio Galeria-Magliana”

La richiesta

“La Valle Galeria va solo risanata. Il Comune ritiri la delibera di Giunta e la Regione torni a chiedere, come si fa in Europa, verifiche ambientali stringenti, legando la richiesta per la nuova discarica all’ottenimento d’una Valutazione d’impatto ambientale – ha commentato Nando Bonessio, il portavoce regionale dei Verdi – purtroppo la scelta di questo sito dimostra l’assenza di programmazione. Ed a pagarne le spese è la comunità locale”.

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Fonte : Roma Today