Dalla ‘Gelateria del Pigneto’ un progetto solidale: corsi gratuiti per diventare artigiani

L’idea è scattata durante la quarantena. “Si iniziava già a parlare di mancanza di lavoro e ho immaginato che sarebbe stata un’estate segnata dall’emergenza occupazionale. Ho pensato all’unica cosa che potevo fare: insegnare a fare il gelato artigianale”. Filippo Ruggieri, 57 anni, proprietario della ‘Gelateria del Pigneto’ di via Pesaro, è una persona conosciuta sul territorio, non solo per la cura nella produzione del suo gelato ma anche per quella che da anni dedica alle strade del quartiere. “Ho pensato che avrei potuto avviare dei corsi di formazione per persone che non se li possono permettere e sono in difficoltà con il lavoro. L’ho chiamato ‘progetto Kairos’ una divinità che in greco significa ‘momento giusto’ perché penso proprio che questo sia il momento di iniziare a parlare di nuovi posti di lavoro”.

Il progetto ha mosso i suoi primi passi già a maggio del 2020 e dal 20 luglio scorso sono partiti i primi due tirocini formativi in collaborazione con l’Arci. Si tratta di due ragazze richiedenti asilo, una proveniente dalla Nigeria e la seconda dallo Zimbawe, “che avevano già avuto esperienze nel settore alimentare”. Il percorso formativo durerà 4 mesi. Ognuna di loro lavorerà 24 ore settimanali per 4 ore al giorno, una al mattino e una al pomeriggio.  “Dopo i primi dieci giorni sono molto contento, sono molto meticolose come sono abituato a lavorare io. Mi stanno già contattando altre cooperative per avviare altri percorsi formativi. Spero di riuscire ad attivarne un’altra decina”.

Il motivo? L’obiettivo di Ruggieri non è infatti solo la formazione. “Voglio arrivare presto ad aprire una cooperativa o una società che dìa lavoro a soggetti fragili o a giovani, come gli studenti degli istituti alberghieri, per produrre, distribuire e vendere gelato artigianale. Il tutto con una grande attenzione all’utilizzo di confezioni ecosostenibili e biodegradabili e alle materie prime”. Ruggieri ha le idee chiare: “Il mio gelato artigianale si fa con prodotti della filiera corta del Lazio”. Racconta che il latte e la panna li acquista dalla Fattoria La Frisona di Segni, le nocciole arrivano dai Monti Cimini, le fragole da Nemi e Terracina, la Malvasia dai Castelli Romani.

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“Mi piacerebbe arrivare a formare ragazzi in tutta Europa, come una sorta di Erasmus plus dell’artigianato italiano”. Molte idee e tanta passione. “Oltre alle relazioni con numerose cooperative sto valutando anche come ottenere il sostegno della Regione Lazio, per vedere se ci sono bandi che mi possano sostenere sia per l’aspetto che riguarda la formazione sia per l’avvio di una filiera locale per le materie prime”.  Ruggieri è ottimista. “Questo è il momento giusto”. 

Fonte : Roma Today