Nasa, partita la sonda Perseverance verso Marte

È stato lanciato Perseverance e ha avuto inizio alle 13.50 la missione su Marte della Nasa

Partito! È stato lanciato Perseverance e ha avuto inizio alle 13.50 la missione su Marte della Nasa (qui la diretta), denominata Mars2020. Poco dopo le 13.40, l’ultimo aggiornamento meteo era “esattamente quello che speravamo” ha comunicato la Nasa, prevedendo una probabilità del 90% di condizioni meteorologiche favorevoli. Uno dei principali obiettivi della missione è preparare la via alla futura esplorazione umana del pianeta rosso. Per questo, nel carico del rover ci sono nuovi materiali, progettati per realizzare le tute e i caschi destinati agli astronauti che cammineranno su Marte. Sarà testato un campione di policarbonato per il casco e un mix di fibre resistenti al fuoco, impermeabili ma traspiranti e super resistenti; a bordo ci sono inoltre campioni di Vectran e Teflon, attualmente utilizzati per i guanti degli astronauti impegnati nelle spaziali.

La missione più avanzata di sempre

“È la prima volta nella sua storia che la Nasa dedicato una missione all’astrobiologia”, la ricerca della vita su altri mondi, ha rilevato l’amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstine. Oltre cercare le forme della vita passata o presente, “il rover Perseverance raccoglierà campioni di rocce marziane che dovranno essere portati a Terra da una futura missione”, ha aggiunto Adam Steltzner, il responsabile della missione del Jet Propulsion Laboratory (Jpl). Se tutto andrà come previsto, nel 2026 Nasa ed Esa potrebbero lanciare una missione nella quale un rover europeo si occuperà di recuperare i campioni e di caricarli su un razzo americano progettato per rilasciare i campioni nello spazio, dove una sonda dell’Esa dovrebbe recuperarli e portarli a Terra nel 2031.

Perseverance e Ingenuity

Il rover Perseverance è stato progettato per cercare tracce di vita su Marte, studiare il clima e la geologia del pianeta rosso e raccogliere campioni di rocce e polvere marziana per una futura missione che li riporterà a Terra, aprendo la strada all’esplorazione umana del corpo celeste. Esplorerà il cratere per almeno un anno marziano, ossia l’equivalente di quasi due anni terrestri, e proverà a cercare tracce di vita passata o addirittura presente. Il nome lo ha scelto il dodicenne Alexander Mather, della Virginia, che ha vinto il concorso nazionale lanciato negli Stati Uniti al quale hanno preso parte 28mila studenti.

Fonte : Sky Tg24