Metallica: la storia di “One”, il significato nascosto del brano e l’omaggio a Cliff Burton

Nel 1986 l’uscita di Master of Puppets dimostrò che i Metallica non avevano paura di affrontare nei loro testi argomenti difficili e socialmente difficili come la salute mentale e il trattamento dei veterani di guerra (come raccontato nei brani “Sanitarium” e “Disposable Heroes“). Ma c’è una canzone che forse più di tutte nella loro carriera ha cercato di affrontare argomenti non sempre facili, nascondendo un significato davvero profondo e a tratti dettato dall’affetto per una persona mancata. È il caso di “One” del 1988, contenuta all’interno dell’album “…And Justice for All“. Il testo, che narra vicende macabre e stranamente intime riguardanti un veterano di guerra, portò la band a raggiungere la vetta delle classifiche di vendita per oltre nove settimane di fila. Ma qual è il significato di questa canzone così “difficile” e a tratti incomprensibile?

Pubblicata due anni dopo la morte dell’amico e bassista Cliff Burton a seguito di un tragico incidente in autobus in Svezia, la storia del veterano protagonista di “One” vuole essere un riflesso del dolore e della lotta all’interno dei Metallica a seguito della scomparsa dell’amico e compagno di band. La band reclutò il bassista Jason Newsted e, a detta di tutti, venne trattato malissimo dal resto del gruppo. I componenti della band avevano poco più di vent’anni, erano già alle prese con problemi di dipendenza da alcol e non sapevano come far fronte alla perdita dell’amico, cercando disperatamente di produrre una musica all’altezza delle loro aspettative. Da questa serie di tumulti e malumori James Hetfield si scoprì particolarmente creativo e prolifico, passando il suo tempo a scrivere testi delle canzoni su dei fogli volanti all’interno del garage di Lars Ulrich.

Non solo la morte di Cliff Burton diede alla band un’insperata spinta creativa ma la band decise di rendere l’amico il vero protagonista della storia narrata nella canzone. Ma come?

Il significato di “One” non potrebbe essere più chiaro: è un ritratto orribile e straziante di un veterano quadriplegico che ha perso non solo i suoi arti, ma anche la sua faccia e tutti i sensi tranne il tatto a seguito dell’esplosione di una mina antiuomo. È tornato nel grembo materno, legato alle macchine e la sua coscienza si trova intrappolata, in attesa di una morte che non arriverà. L’idea di questa storia sembra essere venuta direttamente da Cliff Burton. Prima di morire, come riportato da Loudersound, il bassista aveva suggerito ad Hetfield di leggere il romanzo di Dalton Trumbo del 1939 “Johnny Got His Gun“. All’epoca, Hetfield aveva già in mente di scrivere una canzone che parlasse di un uomo che fosse “solo un cervello senza il corpo”. Il romanzo di Trumbo racconta dell’eroe americano Joe Bonham, che subisce la perdita degli arti e dei sensi dopo aver calpestato una mina terrestre durante la prima guerra mondiale, allo stesso modo del protagonista di “One“. Successivamente, in un ospedale, Bonham divenne in grado di controllare solamente il movimento della sua testa, che usava per ripetere ripetutamente il messaggio “Per favore uccidimi” in codice Morse.

Il romanzo ebbe un ruolo di primissimo rilievo nella scrittura di “One“, come affermò il batterista Lars Ulrich in un’intervista rilasciata a Loudersound. La scrittura di quella canzone fu un modo per onorare la memoria di Cliff Burton.

Fonte : Virgin Radio