Sapore di sale nella Versilia meno nota e più snob

Approdiamo al porto di Viareggio, lasciamo le sfarzose barche alle spalle e procedendo a bordo di una Vespa (meglio se d’epoca per suscitare qualche appagante invidia) il nostro viaggiatore percorre la passeggiata dello shopping più lunga e invitante della costa, fra palazzi liberty e palme rigogliose. Qua sono transitate teste coronate e vip di tutte le epoche, a partire da Gabriele D’Annunzio e Eleonora Duse che vissero in Versilia la loro intensa storia d’amore, scrivendo di cavalcate nudi sulle mitiche dune sabbiose della costa; oggi i vip delle spiagge sono invece calciatori e influencer. 

Con uno slancio di spiritualità eccoci a Camaiore, tappa importante della Via Francigena: qui transitano da secoli i pellegrini che decidono – per fede o per divertimento – di dedicare a se stessi giorni o settimane di riflessione. Camminando (www.viefrancigene.org). Il Vescovo di Canterbury citava la cittadina chiamandola “Camp Maior” nei suoi diari di viaggio del X secolo, ma il monastero di San Pietro (oggi Badia) era in piedi già sotto la dominazione longobarda dall’anno 761. Da vedere poi il bell’esempio di architettura romanico-lucchese della Pieve di Santo Stefano. 

Pietrasanta eccola lì, il viaggiatore fa l’ingresso in un borgo che non teme critiche quando si propone in vesti sempre nuove, con opere provocatorie, con allestimenti eccentrici in giro per i vicoli, con esposizioni sorprendenti di giovani artisti di tutto il mondo che qui, non altrove, vengono a esprimersi. Igor Mitoraj e Fernando Botero l’elessero seconda patria, stimolandola al punto di farne un museo d’arte contemporanea a cielo aperto, dominato – meraviglia delle contraddizioni – da una serie di architetture antiche come l’austera longobarda Rocca della Sala – al cui interno si trova Palazzo Guinigi, residenza signorile fra le più belle della Versilia, dove dimorarono Pontefici e teste coronate -, l’imponente Duomo medievale con un incantevole rosone trecentesco ed un campanile in mattoni che oscilla visibilmente quando le sue prestigiose campane suonano a distesa; e poi palazzi storici che fanno spiccare ancora di più l’anima artistica feconda della cittadina. Per cenare avvolti dalla brezza di mare e riposare in ritirata circondati dalla vegetazione mediterranea la Villa Maremonti Les Collectionneurs a Ronchi è perfetta: si tratta di una residenza di lusso tradizionale toscana dall’atmosfera tranquilla e dai dettagli ricercati, base di partenza adatta per le escursioni verso le Apuane dopo una colazione genuina servita nel romantico gazebo in giardino.

Partenza al mattino per un’escursione naturalistica inconsueta: qualche tornante in mezzo alle Apuane e si raggiunge il paesino di Pruno, da dove in mezz’ora a piedi su sentieri punteggiati di fiorellini e orchidee selvatiche si arriva alla spettacolare cascata di Acquapendente, dove nell’antichità si tenevano riti sciamanici. Non distante, proprio sopra al rifugio “Forte dei Marmi” si ammira l’inconfondibile forma a parallelepipedo del massiccio del Monte Procinto. Ma lo stupore aumenta davanti al Monte Forato, una montagna caratterizzata da un foro gigante che durante il solstizio d’estate vede il sole sorgere attraverso il cerchio, dividendo in due la sfera, come in una doppia alba. Ogni anno a giugno si tiene il Festival del solstizio in onore di Bèlen, dio del sole dei Liguri Apuani, antico popolo di origine celtica. In effetti in queste montagne la vita si è stabilita presto: sono state rinvenute tracce dell’uomo di Neanderthal, che si rifugiava all’interno di grotte dove erano già passati gli orsi del Pleistocene; a Trogna si trova un importante sito di incisioni rupestri. 

Andiamo alla ricerca di altre esperienze straordinarie: raggiunto Levigliani il viaggiatore dalla piazza del paese prende la navetta che accompagna fino all’ingresso dell’antro del Corchia. Si tratta di un sistema di caverne, anfratti, un labirinto geologico insomma, creatosi nel corso di 5 milioni di anni per opera dell’acqua e del carbonato di calcio, che si presenta come un “vuoto” di circa un centinaio di chilometri, ma geologi e speleologi ne hanno esplorato poco più di metà, in parte aperto ai visitatori. Stalattiti, stalagmiti, pareti a vela, onde, cannule, colonne, drappeggi, tutte forme generate dall’opera dell’acqua: un giro nelle fauci della terra che rimane indelebile nella memoria di chiunque ci si avventuri (obbligatoriamente con guida). Uscendo e alzando gli occhi si vedono svettare le Guglie del Corchia, con le loro pareti verticali che regalano foto emozionanti soprattutto al tramonto. Adesso riposo. Il nostro viaggiatore può soggiornare al relais Villa La Bianca Les Collectionneurs, un’elegante antica residenza di campagna a Camaiore (immenso il suo parco con due piscine) i cui salotti hanno permesso importanti cenacoli culturali e artistici del 1900: non dimentichiamo che in queste terre nacque il premio Nobel della letteratura Giosuè Carducci.

Di nuovo in auto o in vespa in direzione Vagli, passando per paesaggi ora verdeggianti ora pietrosi e “lunari” (dal colore del marmo) e attraversando Careggine, un bel borgo medievale affacciato sul Lago di Vagli. Passeggiando per Roggio e Vagli di Sotto sembra di fare un salto indietro di oltre 1000 anni; poi si raggiunge il Vagli Park e ci sente di nuovo nella contemporaneità, in un parco divertimenti da sballo, fino al lunghissimo ponte di cavi che permette di attraversare (con brividi) il lago. Qui l’acqua ha giocato anche con un intero paese: il vecchio abitato fantasma di Fabbriche di Careggine giace in fondo al lago artificiale di Vagli da quasi settant’anni, suscitando un fascino misterioso incontenibile in coloro che accorrono per andare in esplorazione ogni volta che il bacino si ritira o viene svuotato.

Fonte : TgCom