L’India vuole bloccare 257 tra app e software dalla Cina

Dal videogioco “Player Unknown’s Battleground” all’ecommerce Aliexpress, ecco chi è finito nel mirino del governo di Nuova Delhi

Un manifestante a Nuova Delhi mostra un cartello che invita a boicottare le applicazioni d’origine cinese (Photo by Vipin Kumar/Hindustan Times via Getty Images)

All’India non è bastato vietare l’uso di TikTok, WeChat e altre 57 applicazioni d’origine cinese. Ora il governo del paese sta valutando se estendere il divieto ad altri 275 tra applicazioni e programmi made in China. Tra i 257 titoli figurano anche il popolare videogioco Player Unknown’s Battleground (Pubg) del colosso Tencent, l’app di musica in streaming Resso di ByteDance e Aliexpress, l’applicazione di ecommerce del colosso cinese Alibaba.

Stando a quanto riportato dall’Economic Times, i funzionari del governo di Nuova Delhi avrebbero stilato un elenco di 275 programmi e applicazioni che, a loro avviso, violerebbero le norme di sicurezza e la privacy degli utenti indiani. Gli attriti tra il governo di Pechino e quello indiano continuano quindi a mettere a rischio il business delle aziende tecnologiche del Dragone nel subcontinente. L’India, a seguito degli scontri militari avvenuti sul confine himalayano con la Cina, ha vietato su tutto il suo territorio l’uso di TikTok e di altre applicazioni cinesi, accusate di essere uno strumento utilizzato per spiare i cittadini indiani.

Se il divieto di queste 275 applicazioni diventasse realtà l’India si troverebbe con un’immensa fetta di popolazione privata di applicazioni e programmi d’uso quotidiano. Sono oltre 300 milioni i cittadini indiani che utilizzano abitualmente le applicazioni contenute nella nuova lista. Ciò significa che questo nuovo divieto potrebbe riguardare fino a due terzi della popolazione. Solo Pubg conta oltre 50 milioni di videogiocatori in India.

Secondo il ET il governo di Nuova Delhi vuole creare un pacchetto di leggi che vieterebbe tutte le applicazioni e i programmi che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale, saldandolo alla legge sulla protezione dei dati personali ancora in discussione. Di fatto al momento l’India non possiede un processo formale per identificare quale app stia violando effettivamente la privacy degli utenti.

Fonte : Wired