Rintracciati 125 dei 184 migranti fuggiti dal centro di accoglienza di Caltanissetta

Centoventicinque dei 184 migranti fuggiti ieri sera dal centro di accoglienza Pian del lago di Caltanissetta, sono stati rintracciati e riportati nella struttura che si trova alla periferia della città. Le forze dell’ordine, durante la notte, hanno passato al setaccio tutto il territorio. Molti extracomunitari sono stati trovati a pochi chilometri dalla struttura. Erano fuggiti scalzi e alcuni di loro sono stati ritrovati nelle campagne nissene. Erano stati trasferiti al Cara di Caltanissetta, la scorsa settimana ed erano in quarantena e tutti negativi al tampone.

“Ho già chiesto al governo nazionale – afferma il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino – di non inviare più migranti al Cara nisseno. Non ci sono le protezioni adeguate. Ho chiamato il sottosegretario all’Interno preannunciando l’invio di una lettera al ministro Luciana Lamorgese per esprimere tutto il mio dissenso rispetto alla situazione che stiamo vivendo. Adesso e’ arrivato il momento in cui ciascuno si prenda le proprie responsabilità. Se i centri di accoglienza non sono abbastanza sicuri, come mi era stato garantito, prima vanno rafforzate le misure di protezione e poi si passa al resto. In caso contrario non possiamo vivere, nessuno può, in una situazione di preoccupazione continua. Lo stato di diritto non può consentire che ciò avvenga. E non lo consentirò neanch’io”.

Barcone in avaria in acque maltesi

Nella serata di domenica Alarm Phone è tornata a dare l’allarme per le persone bloccate a bordo di un barcone in avaria nelle acque della zona Sar maltese. “Le persone hanno fame e sete, non bevono da tutto il giorno. La persona che ci chiama sta diventando più difficile da comprendere, perché ha perso le forze. Chiede acqua. Questa situazione e’ folle, siamo costretti ad ascoltarli morire di sete”. E ancora: “Le 95 persone in pericolo dicono che la nave grande è ancora vicina ma non da’ assistenza: ‘Abbiamo tanta sete. Non abbiamo acqua da ieri. Devono darci acqua per il neonato. Il bimbo sta per morire”.

Fonte : Agi