Il Mose, un’opera dalla storia lunga 17 anni

AGI – Alle 10.48 di venerdì 10 luglio 2020 è stato attivato il meccanismo idraulico che per la prima volta ha permesso il sollevamento in contemporanea di tutte le 78 paratoie, installate nelle bocche di porto di Malamocco, Chioggia e Lido, del Mose. Il test è stato dichiarato completato con successo alle 12.25 e ha permesso così, per la prima volta nella storia, di isolare la laguna di Venezia dal resto del mare.

Il Mose (Modulo Sperimentale Elettromeccanico) è una complessa opera ingegneristica che separa la laguna di Venezia dal Mare Adriatico scongiurando alluvioni durante l’alta marea.Per ultimarlo serviranno altri 18 mesi di lavori, spiega il commissario straordinario Elisabetta Spitz.

I lavori per la sua realizzazione sono cominciati nel 2003, quando era presidente del Consiglio Berlusconi. Nel 2014, il Consorzio Venezia Nuova (Cvn) – concessionario del ministero delle Infrastrutture per la realizzazione dei lavori – è stato commissariato dallo Stato, visto che vari suoi membri erano stati coinvolti dalle indagini della magistratura per aver ricevuto fondi illeciti e avevano patteggiato la pena. L’opera è stata pensata negli anni ’80 per difendere Venezia e la sua laguna dall’acqua alta superiore ai 110 centimetri.

La realizzazione del sistema di dighe mobili è stata autorizzata dal ‘Comitatone’ del 3 aprile 2003 e i lavori sono partiti lo stesso anno a opera del Consorzio Venezia Nuova, che operava per conto del Magistrato delle Acque di Venezia, emanazione del ministero delle Infrastrutture.

Il 12 ottobre 2014, alla bocca di porto del Lido-Treporti, una delle tre che permettono l’ingresso in laguna, furono per la prima volta sollevate quattro delle 78 dighe mobili che dovranno difendere la città grazie a un un meccanismo fatto di cassoni di alloggiamento in cemento armato, cerniere e paratie. Quasi 7 miliardi di euro il costo complessivo dell’opera, che avrebbe dovuto essere completata entro il 2016.

Al sistema idraulico di paratie mobili che stanno appoggiate invisibili sul fondo delle bocche di porto e si alzano con l’alta marea, riempite diaria compressa si affianca la sede operativa all’Arsenale, che già dal 2012 è in grado di fornire previsioni sul meteo e sulle maree con un anticipo di 3 giorni.

Fonte : Agi