“Godzilla”, la nube sahariana da record individuata dai satelliti

Si tratta del pennacchio polveroso più grande mai scoperto negli ultimi 20 anni. Ha viaggiato per circa 8000 km, dal deserto del Sahara agli Stati Uniti meridionali passando per l’Oceano l’Atlantico ed è stato seguito nel suo percorso dai satelliti dell’Agenzia Spaziale Europea

La più grande nuvola di sabbia sahariana mai individuata negli ultimi 20 anni è stata seguita dallo spazio nel suo lungo viaggio di circa 8000 km, dal deserto Sahara agli Stati Uniti meridionali e mentre attraversava l’Oceano l’Atlantico. Le immagini sono state catturate dai satelliti Aeolis e Sentinel del programma europeo Copernicus, coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della Commissione Europea.

I dettagli del fenomeno atmosferico

Lo scatto dei satelliti sopra il deserto più antico della Terra. FOTO

Ogni estate, si legge proprio sul sito dell’Esa, il vento trasporta grandi quantità di particelle di sabbia dal caldo e secco deserto del Sahara nell’Africa settentrionale attraverso l’Oceano Atlantico. I dati provenienti dai satelliti hanno mostrato la straordinaria estensione di questo particolare pennacchio, soprannominato “Godzilla”, proprio nel suo esteso percorso. Questa tempesta di sabbia sahariana, spiegano gli esperti, è anche nota come “Saharan Air Layer” e si forma in genere tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, raggiungendo il picco tra la fine di giugno e la metà di agosto. Grandi quantità di particelle di polvere provenienti dal deserto africano vengono trasportate nell’aria secca da forti venti che lambiscono il suolo e dai temporali. La polvere può quindi fluttuare per giorni o settimane, a seconda di quanto diventano secche, veloci e turbolente le masse d’aria. I venti nella troposfera superiore spazzano quindi la polvere attraverso l’Oceano Atlantico verso i Caraibi e gli Stati Uniti. Sebbene questo fenomeno meteorologico si verifichi ogni anno, gli scienziati hanno considerato questo pennacchio particolarmente insolito a causa delle sue dimensioni e della distanza percorsa. Secondo il Laboratorio oceanografico e meteorologico dell’Atlantico (NOAA), il pennacchio di polvere era circa il 60-70% più polveroso di uno medio. Un’animazione pubblicata sempre sul sito dell’Esa, ha potuto mostrare la diffusione di aerosol dai pennacchi di polvere sahariana che si spostano verso ovest attraverso l’Oceano Atlantico, in un arco di tempo che va dal primo al 26 giugno 2020. Normalmente, i pennacchi di polvere sahariana si disperdono nell’atmosfera e affondano nell’Atlantico prima di raggiungere le Americhe. Tuttavia, quest’anno, la densa concentrazione di polvere ha percorso circa 8000 km ed è giunta vicino ai Caraibi e negli Stati Uniti meridionali.

L’importanza della sabbia sahariana

Una curiosità legata a questo pennacchio polveroso, aggiungono ancora gli esperti, è che mentre in generale il pulviscolo costituisce una minaccia, causando cieli nebulosi e attivando allarmi legati alla qualità dell’aria, la sabbia sahariana in viaggio svolge un ruolo importante nel nostro ecosistema. Si tratta di una delle principali fonti di nutrienti essenziali per il fitoplancton, microscopiche piante marine che si spostano sulla superficie dell’oceano o nelle sue vicinanze. Alcuni dei minerali presenti in questa polvere cadono nell’oceano, innescando fioriture di fitoplancton che si formano sulla superficie dell’oceano e che a sua rappresenta una fonte di cibo da cui dipende la vita marina. Essa è anche essenziale per la vita in Amazzonia. Fornisce nutrienti nei terreni della foresta pluviale, tutte sostanze che altrimenti verrebbero portati via dalle frequenti piogge che si verificano in questa regione tropicale.

Fonte : Sky Tg24