Eric Clapton: “ecco qual è il mio assolo di chitarra preferito nella storia della musica”

Eric Clapton ancora oggi è considerato uno dei migliori chitarristi di tutti i tempi; con i Cream ha aperto la strada a una nuova generazione di musicisti rock, diventando un modello per molti di loro. Anche Slowhand, però, aveva degli esempi ai quali si ispirava: la sua formazione musicale deve molto al blues, ma lui ha sempre preso in considerazione anche altri generi musicali quando cercava ispirazione per la sua musica.

C’è un assolo in particolare che Eric Clapton ama e che lo ha colpito sin dal primo ascolto: stiamo parlando dell’assolo di Duane Allman nella cover di Hey Jude dei Beatles realizzata dal celebre cantante rhythm and blues, Wilson Pickett. Con questo assolo, il chitarrista in questione si fece conoscere e ottenne successo, fino a formare il suo gruppo, The Allman Brothers Band.

In un’intervista, Eric Clapton ha raccontato: “Ricordo di aver ascoltato la versione di Hey Jude di Wilson Pickett – ha detto – poi ho chiamato Ahmet Ertegun o Tom Dowd e ho chiesto loro ‘Chi è quel chitarrista?’”. Fu così che Slowhand scoprì che quel musicista che lo aveva tanto colpito era un giovane turnista di 22 anni conosciuto con il nome di Skydog: “Poi ho archiviato quell’episodio – ha raccontato ancora Clapton – ma fino ad oggi non ho mai ascoltato un chitarrista suonare meglio di lui in un disco rhythm and blues. Quell’assolo è il migliore”.

Paradossalmente, la collaborazione tra Allman e Pickett nacque per puro caso: nel novembre del 1968 il cantante si presentò negli studi di registrazione Rick Hall’s Fame Studios in Alabama con l’idea di registrare del materiale, ma senza avere un progetto concreto in mano. Anche Allman si trovava da quelle parti perché voleva lavorare in quegli studi, ma gli fu detto che c’erano troppi chitarristi e che dunque in quel momento per lui non c’era posto. Il 22enne, però, decise di rimanere nei paraggi, nel caso fosse saltato fuori qualche progetto interessante al quale prendere parte. Fu così che incontrò Pickett e gli suggerì di realizzare una cover di Hey Jude dei Beatles con il suo aiuto; al cantante, così come al proprietario degli studi di registrazione, sembrò un’idea folle ma alla fine accettarono. La scelta si rivelò quella giusta, sia per Pickett che soprattutto per Allman il quale, proprio grazie a quella collaborazione, iniziò ad affermarsi come chitarrista.

Nel libro di Randy Poe intitolato Skydog: The Duane Allman Story, Rick Hall ricorda così quel fortunato episodio: “Pickett venne nel mio studio e io gli dissi ‘Non abbiamo niente da registrare’. Non avevamo neanche una canzone. Anche Duane era lì e gli venne un’idea – ha raccontato – ormai aveva rotto il ghiaccio con me ed era diventato il mio braccio destro in un certo senso. Così disse ‘Perché non rifacciamo Hey Jude?’. Io risposi ‘È la cosa più ridicola che io abbia mai sentito. È folle. Dovremmo fare una cover dei Beatles? È assurdo!’. Anche Pickett disse ‘No, non la faremo’. Io aggiunsi ‘Il loro singolo diventerà il numero 1 in classifica. Del resto, stiamo parlando della più grande band del mondo!’. Duane aggiunse ‘È proprio per questo motivo che dovremmo farlo, ossia perché questa canzone raggiungerà la vetta e perché loro sono grandiosi. Il fatto che realizzeremo la cover con un artista nero attirerà l’attenzione, sarà un successo automatico’. Alla fine – ha concluso – questa cosa mi convinse così dissi ‘Va bene, ok, facciamolo’”.

Duane, in effetti, ebbe l’intuizione giusta e la cover ottenne un grande successo, mentre il suo assolo entrò ben presto nella storia, diventando persino il preferito di un grande musicista come Eric Clapton.

Fonte : Virgin Radio