Perché si fa polemica sull’affidamento del nuovo ponte di Genova ad Autostrade

La decisione è stata ratificata dalla ministra De Micheli che parla di “concessione pro tempore” per permettere al ponte di Genova di tornare operativo entro i tempi stabiliti. Polemiche nel mondo politico, soprattutto da parte del governatore Toti

(foto: Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images)

L’ipotesi circolava già da alcuni giorni, ma ora è arrivata la definitiva conferma della ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli: ad Autostrade per l’Italia (Aspi) verrà rinnovata la concessione del nuovo ponte di Genova. Una concessione definita pro tempore dalla stessa De Micheli che dovrebbe valere, quindi, fino a quando il governo non prenderà una decisione sulla questione. La soluzione trovata dall’esecutivo risponde all’appello del sindaco di Genova e commissario straordinario per la ricostruzione Marco Bucci di trovare qualcuno a cui affidare il collaudo finale e la gestione della nuova opera per evitare che, nonostante il completamento dei lavori a tempi quasi record, rischi di rimanere inutilizzata per un lasso di tempo indeterminato. L’inaugurazione del nuovo troncone da 1067 metri, progettato da Renzo Piano, dovrebbe avvenire tra il primo e il 10 agosto, stando alle tempistiche comunicate dal commissario Bucci.

Le reazioni del mondo politico

Prima dell’intervista della ministra De Micheli, Aspi aveva comunicato nei giorni scorsi al sindaco Bucci di essere disponibile a gestire la nuova strutture tramite una convenzione ad hoc secondo la quale si sarebbe fatta carico della direzione dell’intera infrastruttura, comprese le aree aggiuntive che collegano il nuovo punto alla rete autostradale, svolgendo verifiche per il collaudo finale e per l’imminente apertura al traffico. Una prospettiva che se rifiutata senza una valida soluzione avrebbe portato a uno stallo – come sottolineato dal commissario straordinario – e vanificato gli sforzi compiuti per consegnare in tempi relativamente brevi l’opera.

Ovviamente la decisione di De Micheli ha scatenato non poche critiche. A partire dal governatore dal Liguria Giovanni Toti che ha commentato il fatto scrivendo un lungo post Facebook: “Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade […] Voi ridate il ponte ad Autostrade senza ottenere nulla. Noi continuiamo a lavorare per l’interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato”.

Leggo la rassegna di questa mattina e penso…Ai grillini che promettevano, sulle macerie del Morandi, che avrebbero…

Posted by Giovanni Toti on Tuesday, July 7, 2020

La vera incognita è, però, la decisione della Corte costituzionale che dovrebbe arrivare entro la giornata dell’8 luglio. La sentenza, infatti, poter trasformare quel pro tempore in definitivo. L’Aspi aveva fatto ricorso al Tar della Figura che, poi ha girato la questione alla Consulta, per contestare la costituzionalità del decreto Genova, varato nell’autunno del 2018 dal governo Lega-M5s. In base al dl, Autostrade era stata esclusa dal bando della ricostruzione del ponte, obbligandola comunque a sostenere i costi. Se l’istanza dovesse venire accolta, sarà molto difficile che il governo ritiri definitivamente la revoca ad Autostrade visti i notevoli rischi economici e legali che si prospetterebbero. L’opzione più praticabile, visti gli ultimi sviluppi, sarebbe ridimensionare il ruolo di Aspi nella società concessionaria.

Fonte : Wired