Queen, Roger Taylor e il sequel di Bohemian Rhapsody: “l’idea non mi dispiace, ma al momento no senza una buona sceneggiatura”

Bohemian Rhapsody ha ottenuto un enorme successo a livello planetario, guadagnando oltre un miliardo di dollari al botteghino e raggiungendo la vetta anche nelle classifiche di vendita di dvd e in streaming. In tanti si chiedono se ci sarà mai un seguito, visto che il film non racconta l’ultima parte della carriera dei Queen, ma si ferma solo allo storico concerto del Live Aid.

In una nuova intervista per Rolling Stone, Roger Taylor è tornato a parlare dell’ipotesi di un sequel. L’idea non dispiace al batterista il quale, però, sostiene che serva un progetto ben strutturato per poter sperare che il film funzioni e ottenga lo stesso successo di Bohamian Rhapsody. “Un sequel? Devo dire di no – ha detto Taylor – penso che dovremmo davvero fermarci per uno o due anni e studiare la cosa, per vedere se sarebbe credibile o meno. Il film è stato un grande successo e noi ovviamente ne siamo stati entusiasti. Tuttavia – ha sottolineato – non vorrei essere considerato come quello che vuole guadagnarci ancora. Servirebbe una sceneggiatura davvero molto buona e l’ambientazione adatta per farla funzionare”.

In questo momento – ha proseguito il batterista – non riesco a pensare a un modo per realizzare un sequel. Se arrivasse qualcuno con un progetto geniale, forse ci potremmo pensare – ha aggiunto scherzando – ma in questo momento siamo soddisfatti del film che abbiamo realizzato. Esistono così tanti sequel che non hanno funzionato come il film che li ha preceduti. Ci sono anche quelli che, al contrario, hanno ottenuto successo, ma nel complesso penso sia un territorio pericoloso da esplorare”.

Questa, in effetti, è l’opinione di molti fan, i quali sostengono che difficilmente un seguito potrebbe appassionare come Bohemian Rhapsody, senza contare che dovrebbe per forza di cose trattare della malattia di Freddie Mercury, argomento delicato che per molti sarebbe meglio non spettacolarizzare né mostrare su uno schermo. Tanti spettatori hanno apprezzato la scelta di far terminare il biopic con il Live Aid, accennando solo alla malattia del leggendario frontman.

Queste scelte hanno convinto anche la critica: “È stato incredibile – ha raccontato Taylor – abbiamo vinto ai Golden Globes, ai BAFTA e poi anche agli Oscar! È stata un’avventura fantastica ma non è il nostro mondo – ha puntualizzato – il nostro mondo è il rock and roll. È stato affascinante e molto interessante essere coinvolti nella realizzazione del film. Quando il film ha ricevuto quattro Oscar, ci è servito un po’ di tempo per metabolizzare. Attenzione, non hanno premiato me o Brian, ma va bene così”.

Il successo di Bohemian Rhapsody è stato davvero grandissimo e inaspettato ma secondo i Queen, insomma, forse sarebbe meglio fermarsi qui; un paio di mesi fa anche Brian May ha detto di escludere l’ipotesi di un sequel, anche se le cose potrebbero sempre cambiare. In questo momento, dunque, questa ipotesi sembra davvero molto lontana e adesso i Queen stanno pensando, piuttosto, a tornare presto in tour con Adam Lambert. La pandemia e in seguito anche i problemi di salute di Brian May hanno costretto la band a rimandare tutti i concerti: “Abbiamo dovuto cancellare il tour – ha detto Taylor – e poi Brian è stato molto male, forse avremmo dovuto cancellarlo comunque, ironia della sorte. Comunque adesso lui è in via di guarigione, ci sentiamo quotidianamente. È stato un grande spavento per me e soprattutto per lui. È strano, siamo bloccati due volte. In più, il nostro manager ha avuto anche un attacco di cuore. Per noi questo è stato davvero un anno strano sotto molteplici aspetti”. Del resto, questo 2020 è stato un anno brutto per tutti; la speranza è che i Queen, così come tante altre band ferme a causa della pandemia, possano tornare presto sul palco a far sognare i fan con la loro musica.

Fonte : Virgin Radio