Più del 10% degli studenti escluso dalla didattica a distanza: “Dati inaccettabili per una democrazia evoluta”

L’allarme era stato lanciato subito, con la chiusura delle scuole e l’inizio della didattica a distanza a causa dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Ora, a lezioni ormai definitivamente concluso, un sondaggio dell’Autorità per le Comunicazioni (AgCom) rivela che ben “il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza”. Dati “inaccettabili per una democrazia evoluta”, dice l’AgCom, secondo cui la pandemia ha reso ancora più evidente “in tutta la loro gravità le disuguaglianze sociali e digitali preesistenti”, che “rischiano di compromettere il lento processo di digitalizzazione” in Italia.

“Oltre 10 ragazzi su 100 sono rimasti esclusi dal processo educativo”, dice l’AgCom mentre per quanto riguarda le problematiche che sono emerse nell’affrontare questo periodo di educazione a distanza, “in via preliminare va evidenziato che solo il 40% ha dichiarato di non aver dovuto affrontare problematiche riguardo alle lezioni a distanza”.

Scuola, didattica a distanza e disuguaglianze 

Numerose le criticità emerse, potenzialmente tutte in grado di “esacerbare disuguaglianze tra gli studenti”. “Se da una parte la lentezza delle connessioni di casa si rivela l’aspetto maggiormente indicato dagli studenti e familiari intervistati (25%), non sono di poco conto le altre problematiche che, come detto in precedenza, sono emerse in questa nuova fase”, spiega l’AgCom, che parla anche di diversità e disuguaglianze non solo tra differenti contesti scolastici “ma anche all’interno di una singola classe, come desumibile dal 19% di studenti che ha evidenziato come non tutti i compagni abbiano potuto partecipare all`educazione a distanza. La difficoltà nell’uso dei software necessari per l’educazione a distanza e la necessità di condividere gli spazi con gli altri componenti della famiglia rappresentano un fattore di criticità per il 14% degli studenti italiani”.

“Infine, il deficit nella disponibilità di apparecchi e la carenza dell’offerta formativa da parte delle scuole, entrambi con circa il 10%, rappresentano due ulteriori fattori in grado di generare un sistema scolastico fortemente eterogeneo, che rischia di alimentare le diseguaglianze sin dai primi anni di vita di un individuo”.

“Colmare il deficit prima di settembre”

“Servono corsi di recupero estivi organizzati dalle scuole per recuperare questo gap vergognoso”, è il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se il 20% degli studenti ha potuto frequentare i corsi soltanto in maniera saltuaria, senza poter svolgere regolarmente le lezioni relative all’anno scolastico in corso, è evidente che questo deficit va colmato prima di settembre e prima che la scuola riparta”, ha aggiunto. “Lo avevamo detto fin dall’inizio dell’emergenza Covid, citando dati Istat, che la didattica a distanza sarebbe stata un problema, specie al Sud e che i 70 milioni all’epoca stanziati dal Governo per l’acquisto di tablet e computer erano del tutto inadeguati.”. “Ora la conferma arriva dai dati dell’Agcom, secondo i quali 60 studenti su 100 hanno avuto almeno un problema per la didattica a distanza e 25 su 100 hanno avuto problemi di velocità di connessione. Va inoltre considerato che non tutte le famiglie possono permettersi economicamente un abbonamento flat per una connessione internet veloce”.

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Fonte : Today