Italia leader in Europa nel consumo di frutta e verdura: l’educazione parte dalle scuole

Le statistiche parlano chiaro: l’Italia è prima in Europa per consumo di frutta e verdura fresca, con un 85% degli italiani che mangia frutta almeno una volta al giorno e un 80% che fa lo stesso con la verdura. Dati incoraggianti, se si pensa che la media europea si assesta intorno al 64%. 

Ma se le cifre di Eurostat 2019 ci rendono orgogliosi, non bisogna però abbassare la guardia, perché la coscienza alimentare è come una piantina nel giardino di casa: affinché cresca e porti a maturazione dei frutti, bisogna annaffiarla tutti i giorni, sin da piccola.

E allora sono proprio i piccoli di casa, i bambini, a dover essere educati e orientati verso un consumo di cibo sano e fresco, che consenta loro, in futuro, di fare scelte più consapevoli. Certo, dare a un bambino sane abitudini alimentari può sembrare un compito arduo, bersagliato com’è ogni giorno dall’insistente e accattivante marketing di patatine e merendine appena uscite dalla “catena di montaggio”. Senza contare, poi, la naturale avversità che hanno i bambini per le verdure. Eppure, se lo si fa nel modo corretto, rendendo tale insegnamento più semplice, giocoso e divertente, le cose cambiano, e in futuro saranno le nuove generazioni a salire in cattedra per spiegare a noi cosa è più giusto e sano consumare.

Un modo alternativo ma efficace di avvicinare i più piccoli a questi temi lo ha trovato l’Unione Europea, ideando il Programma “Frutta e verdura nelle scuole”, un progetto annuale a partecipazione gratuita, coordinato in Italia dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che si rivolge ai bambini delle scuole primarie dai 6 agli 11 anni, con l’obiettivo di insegnare loro concetti e modelli di consumo alimentare più sani, attraverso la conoscenza di frutta e verdura fresca proveniente da tutta Europa.

Al bando quindi le solite noiose lezioni con bambini chiusi in aula chini sui banchi, perché lo studio di frutta e verdura richiede un impegno diverso: il cibo va assaporato, annusato, osservato, toccato, scoperto! E allora, ecco arrivare tonnellate di frutta e verdura fresca da tutta la Comunità Europea, per dare la possibilità a oltre un milione di bambini italiani di seguire corsi di degustazione, laboratori sensoriali, incontri con dietisti e nutrizionisti e partecipare a tante attività ludico-didattiche coinvolgenti e divertenti. Iniziative come le Olimpiadi della Frutta o “La scuola in campo”, se non addirittura vere e proprie feste della frutta per far provare in prima persona ai più giovani il funzionamento del sistema agricolo e sensibilizzarli all’importanza della stagionalità, della biodiversità e della gestione degli scarti e degli sprechi alimentari.

La formazione, oltretutto, non si ferma ai bambini, perché le iniziative coinvolgono anche gli insegnanti, attraverso seminari frontali e online, dotandoli di un kit didattico di schede-attività da svolgere in classe e dei quaderni CREA sulle tematiche dell’educazione alimentare legate al Programma.

Coinvolgere un bambino con attività pratiche legate a frutta e verdura fresche, in un’ottica di apprendimento, significa fargli prendere consapevolezza del mondo che lo circonda attraverso elementi che lui può comprendere, giocare con i colori della frutta e della verdura, fargli utilizzare tutti e cinque i sensi e insegnargli regole fondamentali in modo semplice. 

Un esempio? Si può utilizzare la cosiddetta Regola del 5 per spiegare l’importanza di consumare la giusta quantità di frutta e verdura durante la giornata: 5 porzioni al giorno, in occasione di colazione, pranzo, cena, merenda e spuntino. Ogni giorno scegliere frutta e verdura di varietà diverse, giocando con i 5 colori che le compongono (blu/viola, verde, bianco, giallo/arancio e rosso) per valorizzare al meglio l’apporto di vitamine e antiossidanti, spiegare ai bambini quali sostanze conferiscono determinati colori a ciò che mangiano e insegnare loro l’utilità per il corpo di ciascun colore/sostanza.

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Solo esempi, che dimostrano però quanto basti poco per cambiare in meglio la vita dei più piccoli, sensibilizzandoli in modo diverso dal solito al consumo di cibo sano e naturale. In fondo, al resto penseranno i bambini stessi. Cos’è questo resto? È creatività, è immaginazione, è rapido apprendimento.

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E allora, se sei un insegnante della scuola primaria o un genitore, visita il sito dell’iniziativa per scoprirne tutti i dettagli e per fare richiesta di adesione della classe dei tuoi ragazzi al Programma. Le iscrizioni sono aperte solo fino al 24 luglio!

Fonte : Today