Doccia fredda sul bonus vacanze

Sul bonus vacanze il rischio di un flop è dietro l’angolo. Ad oggi, secondo il ministro dell’innovazione digitale Paola Pisano, sono stati erogati più di 306.523 bonus vacanze, per un controvalore economico di oltre 140 milioni di euro. Non male per un’agevolazione che è diventata realtà solo da qualche giorno. Evidentemente i vacanzieri non si sono fatti scoraggiare dalla farraginosità della procedura (per ottenere il bonus è infatti necessario presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per il calcolo dell’ISEE e dotarsi di SPID O carta d’identità digitale. La misura tuttavia non convince i tutelari di strutture ricettive. Secondo un’indagine dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori che ha monitorato 370 strutture in tutto il territorio nazionale, solo il 46% delle strutture accetta il bonus vacanze. Il 35% non lo accetta, il 19% sta ancora decidendo se accettarlo o meno.

Delle strutture monitorate 210 sono alberghi, 110 sono B&B e 50 sono agriturismi. “Stiamo ricevendo in questi giorni – rileva l’associazione dei consumatori – molte segnalazioni di cittadini che si lamentano del fatto che molte strutture alberghiere non accettano i bonus vacanza istituiti dal Governo per agevolare le famiglie, permettendo loro di usufruire delle ferie estive e per sostenere il settore del turismo in grande difficoltà nel nostro Paese a causa della pandemia. Al di là delle polemiche degli albergatori sulle modalità con cui è stato strutturato il bonus, lo riteniamo un importante strumento di sostegno per le famiglie… se solo venisse accettato”.

Gli agriturismi sono le strutture che accettano di più i bonus: di quelli monitorati ben il 60% si è dichiarato disponibile ad accettare tale agevolazione per i soggiorni. Tale percentuale scende al 53% negli hotel e al 36% nei B&B. Sempre presso gli agriturismi risulta elevata (24%) la percentuale delle strutture che stanno ancora decidendo se accettare o meno il bonus.

“Un dato allarmante: se da un lato, infatti, è a discrezione dell’esercente la scelta se accettare o meno tale bonus, dall’altra la mancata applicazione dell’agevolazione presso un numero così elevato di strutture rischia di rendere vani gli sforzi che il Governo ha messo in campo per sostenere le famiglie che, a causa della crisi post-covid, saranno costrette in molti casi a rinunciare alle vacanze”, commenta Emilio Viafora, il presidente Federconsumatori. Tutto ciò creerà enormi danni all’intero comparto del turismo, settore chiave nell’economia del nostro Paese: basti pensare che, da solo, genera direttamente oltre il 5% del pil nazionale, che aumenta al 13% se si considera l’indotto. Per questo, sostiene l’associazione dei consumatori, “è necessario uno sforzo congiunto di Governo e Associazioni di categoria che raggruppano gli esercenti delle strutture ricettive affinché il bonus vacanze diventi uno strumento strategico per rilanciare una stagione turistica avviata al declino”.

Bonus vacanze, il Codacons: “Alberghi rifiutano il buono per soggiorni brevi”

E sul bonus vacanze va all’attacco anche il Codacons. “Molti consumatori denunciano come le strutture ricettive non accettino l’incentivo nel caso di soggiorni brevi, – scrive l’associazione dei consumatori – oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’albergo più del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata. Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente è l’agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’agenzia intermediaria”. Infine, sulla base delle segnalazioni giunte al Codacons, risulta che i B&B sono le strutture dove più spesso viene rifiutato il bonus

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Fonte : Today