Batman v Superman: dentro l’incubo di Bruce Wayne

Batman v Superman: Dawn of Justice, il film arrivato nelle sale nel 2016 diretto da Zack Snyder, pur di fatto presentando più di qualche criticità a livello generale, ha provato a mostrarci vari personaggi del pantheon DC in un’unica pellicola, ponendo di fatto le basi – come rimarcato dallo stesso titolo – per il film dedicato ai supereroi appartenenti alla Justice League.
In questo articolo ci concentreremo però su una specifica scena, cioè quella relativa alla breve (quanto inquietante) visione del futuro vissuta in prima persona da Bruce Wayne/Batman attraverso un incubo particolare.
La sequenza, che non esiteremmo a considerare come una delle migliori del film, racchiude in sé un elevato grado di epicità (quanto di fatalismo) difficilmente riscontrabile in altri cinecomic recenti.

La fine è qui

La sequenza inizia trasportandoci in un luogo tremendamente inospitale in cui vediamo Batman, in tenuta post apocalittica, osservare l’orizzonte.
Davanti a lui, impresso sul terreno, svetta incontrastato il simbolo di Darkseid, uno tra i più potenti quanto pericolosi villain della DC.
Il superereoe protagonista entra in seguito all’interno di un fortino per accaparrarsi un carico misterioso, salvo poi cadere vittima di un’imboscata.
Il Crociato Incappucciato si ritrova così costretto a lottare con tutte le sue forze contro una forza paramilitare che si rivela al soldo del suo (ormai ex) alleato Superman, facendo ampio uso tanto delle straordinarie doti atletiche quanto della sua abilità nelle armi da fuoco (particolare che ai fan dei fumetti potrà ricordare la versione più oscura, pulp e violenta legata alle sue origini) per provare a uscire indenne dalla difficile situazione.
In una manciata di secondi ci viene così mostrata la dura realtà delle cose: un mondo terribile e senza speranza, in cui gli eroi sembrano essere caduti definitivamente senza possibilità di replica alcuna.
Il regista mette così in scena un Batman sfiancato dalle circostanze ma al tempo stesso brutale e desideroso di vendetta, capace di ricorrere a ogni mezzo possibile pur di ottenere le armi e/o i gadget necessari per provare a invertire le sorti di una guerra ormai a senso unico.
L’arrivo in scena degli sgherri di Darkseid (che si rivelano alleati dei miliziani di Superman) non fa altro che incentivare l’idea stessa di apocalisse imminente, in cui il bene è stato definitivamente sconfitto e il male è libero di spadroneggiare in qualunque modo.

Il piano sequenza messo in piedi da Snyder – dove vediamo Batman lottare senza risparmiarsi – ci trasmette a sua volta il grande senso di ineluttabilità in cui lo stesso protagonista si ritrova immerso.
Il supereroe, infatti, nonostante un grande dispendio di energia e il controllo, almeno in un primo momento, della situazione, viene via via sopraffatto da un numero sempre crescente di avversari, fino a venirne semplicemente soverchiato, pur senza perdere mai la voglia di combattere.
Subito dopo, troviamo Batman incatenato e impotente di fronte al suo acerrimo avversario Superman, in una sequenza costruita attraverso un pathos emotivo crescente, capace addirittura di avvicinarsi a influenze stilistiche quasi horror, con l’Uomo d’Acciaio intento a vaporizzare attraverso il suo sguardo laser i vari prigionieri alleati di Bruce.

I due personaggi vengono messi a confronto anche tramite i loro primi piani, in cui da una parte vediamo un Batman quasi sconvolto dalla brutalità del suo avversario mentre dall’altra un Superman pieno di rabbia per la morte di Lois Lane, di cui ritiene responsabile lo stesso Bruce.
Il confronto tra l’uomo e il divino, vero e proprio punto cardine dell’intera pellicola, qui trova la sua massima espressione, con un Bruce Wayne/Batman impotente di fronte a un avversario virtualmente inarrestabile.

Un segnale dal futuro

La sequenza, arrivata quasi alla sua conclusione, ci fornisce poi un ulteriore elemento narrativo molto interessante, capace ancora una volta di rimarcare il concetto di apocalisse alle porte attraverso il personaggio di Flash, riuscito a varcare lo spazio-tempo per avvertire Batman dei potenziali pericoli che potrebbero colpire lui e il mondo intero.
Le parole del velocista risultano come un vero e proprio monito in grado di regalare all’intera sequenza un grado di immersività davvero elevato, caricando di fatto il Cavaliere Oscuro di un fardello davvero pesante, legato a doppio filo con la salvezza stessa dell’intera umanità.
Tutto assume la valenza di un sogno dentro al sogno, in cui vediamo il protagonista semplicemente frastornato e incredulo, in un continuo rimando tra mondo onirico e mondo reale attraverso il quale tutte le certezze vengono meno.

La specifica richiesta di Flash, riassumibile nella frase “trovaci Bruce, devi trovarci!”, innesca da subito una vera e propria lotta contro il tempo per evitare che la distopia appena sognata diventi di fatto la realtà.
Così com’è iniziata, la disturbante visione del futuro di Bruce svanisce, mostrandoci il protagonista riprendersi di soprassalto da quello che a tutti gli effetti è sembrato semplicemente un incubo, capace in realtà di assumere la valenza di un vero e proprio spaccato del futuro che da lì in poi potrebbe verificarsi.

Fonte : Everyeye