Coronavirus, sì al Tso per chi è positivo e rifiuta le cure?

Trattamento sanitario obbligatorio per chi risulta postivo al coronavirus e rifiuta le cure (come l’imprenditore veneto da cui è partito il nuovo focolaio). E’ ciò che si sta valutando al ministero della Salute secondo quanto dice il ministro Roberto Speranza in una lunga intervista a Repubblica.

“Il messaggio che arriva dalla lettura dei dati è che il virus circola ancora – spiega il ministro -. Finché sarà così, non potremo considerare il pericolo alle spalle. Lavoriamo ogni giorno perché non si torni mai più al livello di sofferenza di marzo. Per questo, su ogni atto, seguo il principio della massima prudenza. Dobbiamo far capire a tutti con la persuasione, l’unico strumento che funziona e ha funzionato, che finché il virus sarà attivo non solo in Italia, ma con numeri sempre maggiori e preoccupanti nel mondo, dovremo rispettare le tre regole rimaste: mascherina, distanziamento fisico di almeno un metro senza assembramenti e rispetto delle regole igieniche a partire dal lavaggio delle mani. Ho il terrore di vanificare gli enormi sforzi fatti durante il lockdown. Lo dico con le parole di Papa Francesco:peggio di questa crisi, c`è solo il rischio di sprecarla”.

“Sto valutando con il mio ufficio legislativo – aggiunge – l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona deve curarsi e non lo fa”

“Ma attenzione, il mio giudizio su come si sono comportati gli italiani in questa crisi è positivo: senza questa sintonia di fondo tra le misure adottate e i comportamenti individuali noi non avremmo piegato la curva”.

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A proposito del ritorno a scuola a settembre, il ministro Speranza è molto fiducioso: “Penso che ci siano le condizioni a settembre per ripartire in sicurezza. La mia proposta è di ricostruire un rapporto organico tra scuola e sanità. Ci saranno test sierologici sui lavoratori, molecolari sulla popolazione scolastica. Un monitoraggio costante”.

Fonte: La Repubblica →
Fonte : Today