Benedetta prima di Benedetta Rossi: alle origini del fenomeno da 150milioni di views (e zero haters)

Se di lei parlano bene anche le “comari di paese”, quelle a cui l’immaginario collettivo affida notoriamente la prassi del pettegolezzo, allora Benedetta Rossi è davvero come appare. Ed è presto spiegato il motivo per cui questa “contadina fiera di esserlo”, titolare di un agriturismo nelle campagne sperdute delle Marche, è diventata in pochi anni la regina della rete, con l’astronomica cifra di 150 milioni di interazioni sui social, il podio conquistato tra i food influencer italiani e, soprattutto, zero haters. Si chiama autenticità, sempre premiata dal pubblico checché se ne dica. Ma per capire chi era Benedetta prima di essere Benedetta Rossi, come è passata dall’essere un’impastatrice di prodotti artigianali a monarca dell’algoritmo – e, soprattutto, perché è l’unico esemplare di “vip” a non generare alcun tipo di invidia sociale – bisogna andare tra le strade sterrate dei suoi campi, in quel paese da tremila anime in provincia di Fermo, Altidona, che l’ha vista crescere, e tra i meandri di YouTube, che l’ha vista poi diventare fenomeno.

Anzitutto, per comprendere il concetto Benedetta Rossi, è necessario partire da un presupposto: ogni volta che lei sforna un piatto, dall’altra parte del mondo un Carlo Cracco ha un mancamento. Anti-chef per eccellenza, Rossi ha tolto il sonno a tutti quegli esperti di settore che provavano ad imporre la propria cucina inventando ogni giorno un concept differente, attingendo stavolta alle iperboli della gastronomia molecolare, quest’altra alle zuppe di tsampa della cucina tibetana. Negli anni in cui gli italiani si arrovellavano per emulare sul proprio piano cottura la carbonara scomposta di MasterChef, lei ha ricomposto tutto dando una nuova occasione alla tradizione. Un Rinascimento dell’età contadina, fatto di fagioli con le cotiche, spezzatino con patate e ricette la cui difficoltà media è replicabile dal più sprovveduto dei principianti. Benedetta impasta, cuoce, condisce e poi, con un sorriso quasi diabolico, dice “ed ora passiamo all’impiattamento, come dicono quelli fighi”.

Insomma, coi suoi ammiccamenti – più o meno calcati – Rossi genera lo stesso effetto distensivo di quando si torna a casa dei nonni, empatizzando alla perfezione con quel target di pubblico convinto del vecchio adagio, tanto rassicurante quanto diffuso nella Penisola, per cui “si stava meglio quando si stava peggio”. 

No all’invidia, sì all’empatia

A metà tra il candore di Heidi e la concretezza di Ave Ninchi, tre anni fa rischiò di far scivolare nell’esaurimento nervoso una altera giornalista del Gambero Rosso incapace di farsi una ragione dei suoi numeri: l’intervistatrice fece tutto per metterla in difficoltà, alla continua ricerca di un eventuale (ed eventualmente strapagato) social media manager, ma dopo una decina di domande arrivò alla resa sentenziando un lapidario “mi tengo i miei dubbi” e definendola nel titolo “una autodidatta che spopola nel web”. Forse credeva di sminuirla, ma la forza di Benedetta, in realtà, è tutta lì. La contadina di Fermo è riuscita ad imporsi come l’eroina del casereccio, del vivere umile: ha spazzato via l’invidia sociale rendendosi un modello non tanto da invidiare (come tanto usa sui social), ma con cui identificarsi, sgomberando il campo da qualsiasi cosa potesse farla sembrare “più” rispetto alla propria community. Benedetta ha un marito, una casa, un cane, un giardino e tanta voglia di cucinare: valorizza l’essenziale. E’ la vicina che ti offre la fetta di crostata, non il giudice implacabile delle lussuose accademie del “vuoi che muoro”. Il suo trucco – innato o volontario – è scendere costantemente dal piedistallo in cui la stampa e le classifiche la erigono giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Certo è, però, che l’approdo televisivo l’ha resa inevitabilmente brand, scoprendo il fianco all’artifizio del personaggio. E’ inevitabile, infatti, aggrottare la fronte quando, pochi giorni prima di essere eletta top video creator di marzo con 160 milioni di views, ancora pronuncia la seguente, serafica dichiarazione: “Qui in campagna prendiamo la rete dal parroco, se ce la stacca siamo fregati”. O quando la vediamo accelerare, come da copione, sul dialetto marchigiano. E’ il confine labile tra il destino e il progetto, tra la persona e il personaggio, tra l’empatia e la lusinga, tra la ragazza di campagna e la star della televisione. E’ lo spettacolo, bellezza. 

Benedetta Rossi raccontata dai compaesani

A spazzare via ogni dubbio circa eventuali artifici di sorta ci pensa però il suo vicinato, pronto ad innalzarsi a mo’ di roccaforte in sua difesa. Tutti in paese ne celebrano il successo, dal dirimpettaio, all’ex compagno di classe (“di lei bambina ricordo la simpatia, il suo modo socievole”), all’agriturismo concorrente, persino quello. Tutti la seguono sui social, accrescendone l’audience e srotolando attestati di stima per lei e per la sua famiglia “conosciuta in paese perché formata da grandi lavoratori”, ci raccontano. I genitori hanno da sempre un agriturismo, l’Agritur Casa Vecchia, tutt’ora attivo. Il padre, ci dicono, ex professore, è l’ex sindaco di Lapedona, comune della zona. La madre, casalinga, ha sempre badato all’attività familiare. “Entrambi sono molto felici del successo meritato della figlia, che è sempre stata una ragazza umile, senza grilli per la testa ed acqua e sapone”. Ed è proprio nel locale dei genitori che Benedetta ha iniziato a lavorare da ragazza, dopo la laurea in biologia e prima di trasferirsi qualche chilometro più in là col suo nuovo agriturismo ‘La Vergara’, “intitolato a quelle donne che, nel dopoguerra, portavano avanti la famiglia mentre il marito era nei campi”, ci spiegano. E’ da qui va in onda la trasmissione di Real Time ‘Fatto in casa per voi’.

Il successo non l’ha cambiata, tiene a sottolineare con un certo orgoglio chi la conosce da tempo. “Andiamo fieri di lei perché porta alto il nome del paese, ma anche perché è stata capace di non montarsi la testa. Non l’ho mai vista atteggiarsi con piglio di superiorità”, spiega una ristoratrice che la accoglie da sempre come cliente. “Non è artefatta, ma squisita esattamente come si propone in tv”, ribadiscono dal Gran Forno, dove spesso porta a pranzo le troupe televisive insieme al marito. Ed è proprio il marito, Marco Gentili, descritto come un “uomo che ha viaggiato molto e che conosce molte lingue”, ad avere un ruolo di primo piano nella nascita del fenomeno Benedetta Rossi.

L’ascesa in rete e il “primo amore” dei saponi artigianali

Per Benedetta, infatti, Marco, sposato nel 2009, è stato “quello che c’ha messo il coraggio ogni volta che io non ne avevo”, come ha confessato lei tempo fa, “E’ stato lui a comprarmi il primo cavalletto”. Tutto è partito nel 2009, e precisamente dalla curiosità dei clienti che Benedetta serviva all’agriturismo di famiglia. “Gli ospiti mi chiedevano le ricette e io le caricavo su YouTube”, su un vecchio canale che ha raggiunto presto 100mila visite. Numeri rimasti a fermentare per anni, fino a quando, nel 2011, la coppia di Altidona ha deciso di fare sul serio aprendo il nuovo, attuale profilo. Va detto che all’inizio, più che di cucina, Rossi era appassionata di saponi artigianali: è ancora online un vecchio sito, chiamato ‘Sweet Soap – saponi decorativi’,  in cui si presentava come una donna “fin da piccola affascinata dal rito del sapone che faceva mia nonna”. Naturale evoluzione di una laureata in biologia dispersa nelle campagne, viene da pensare. Poi la virata pressocché totale alle ricette.

E’ un periodo in cui Benedetta è in cerca del suo posto nel mondo, come confidato da lei stessa. Il successo è stato cercato, ma segnato anche dalla timidezza. I primi – quasi teneri – video sono assolutamente artigianali: l’immagine è sgranata, la telecamera fissa, il montaggio elementare, la colonna sonora a tratti inappropriata. E lei ha la serenità scenica degli ostaggi rapiti dai terroristi e costretti ad inviare un messaggio alla nazione. Nessun sorriso, la tensione alle stelle, una dizione forzatamente corretta (ancora non sapeva che le sbavature sarebbero state il suo punto di forza). C’ha messo quattro anni per decidersi a mostrarsi in video. Ma poco conta. C’era già un concetto: il ritorno al mangiare casereccio. E se c’è la sostanza, la forma può arrivare anche in un secondo momento. Volendo schivare chi crede che Rossi sia un progetto studiato a tavolino e che dietro ci sia chissà qualche mago dell’Internet, pare proprio che la sua forza sia questa: aver creato una community prima ancora di investire sul personaggio, meccanismo contrario alla rincorsa vanesia dei tradizionali influencer. Nel 2013 si immortala nei cortili della Rai: “Dita incrociate”, scrive nella didascalia. 

Di pari passo con la viralità – esplosa con i video ‘Tre modi per cuocere le castagne’ (2.5 milioni di views ad oggi) e ‘Come pulire il melograno’ (1.8 milioni) nell’autunno 2015 – va anche l’upgrade di qualità dell’immagine. Facebook diventa un volano per la coppia di Altidona. Dallo stesso anno Rossi risulta diventare amministratore della MAUI Media Srl, società titolare del trattamento dei dati personali del sito Fatto in casa da Benedetta, di cui il marito è fondatore e CEO. E, sempre nel 2015, arriva la chiamata della Banzai Media Holding “che decide di investire su di noi” e l’anno dopo la pubblicazione di un libro per Mondadori (il primo di quattro), presto best seller su Amazon. 

Ma il clamore mediatico arriva nel 2017, quando Rossi sorpassa a destra gli chef più blasonati dell’epoca (da Chiara Maci ad Antonino Canavacciuolo) e viene incoronata regina dei food influencer nella classifica della piattaforma Blogmeter. Nello stesso anno Talks Media, concessionaria di pubblicità online, si occupa del restyling del sito e inserisce la prima campagna di branded content.. Da allora il trucco di Rossi è stato quello di non cedere al marchettificio dei social: pochi i brand sponsorizzati, ma mirati.  “Sono cascata dalle nuvole”, racconta Rossi in un video dell’epoca, subito dopo la pubblicazione del documento di Blogmeter, “Prima ho dovuto capire che cos’è Blogmeter, poi che cosa significa essere food influencer. A chiunque mi chiami, però, rispondo che questi numeri non sono solo numeri, ma sono persone, e le persone non sono in vendita. E io non ho alcuna intenzione di cambiare”. 

In basso, alcune vecchie immagini che raccontano l’ascesa di Benedetta Rossi

benedetta 3-5

benedetta rossi 4-5

benedetta rossi 3-9

benedetta rrossi-4

benedetta rossi prima di diventare famosa-4

benedetta rossi 1-6

benny soap lab-4

soap la-4-3

Il tuo browser non può riprodurre il video.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.

Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.

Attendi solo un istante
Forse potrebbe interessarti

Devi attivare javascript per riprodurre il video.

Fonte : Today