Primo raduno della nazionale azzurra post lockdown. La strada per Tokyo 2020 passa da Ivrea

DeGennaro La nazionale di canoa slalom riparte dopo il lockdown dallo Stadio della Canoa di Ivrea. Il centro federale piemontese ospiterà dal 6 al 19 luglio il primo raduno post-covid degli specialisti dell’acqua mossa. Gli azzurri, guidati dai direttori tecnici Daniele Molmenti ed Ettore Ivaldi, avevano chiuso trionfalmente il 2019 conquistando tre carte olimpiche sulle quattro disponibili e ben quattro medaglie in coppa del mondo.

Attualmente il calendario ICF 2020 prevede la disputa di due sole tappe di Coppa del Mondo a Tacen (Slovenia) dal 16 al 18 ottobre e a Pau (Francia) dal 6 all’8 novembre. Confermato anche la disputa del Campionato Europeo, spostato da Londra a Praga e in calendario dal 18 al 20 settembre.

La buona notizia per gli azzurri dello slalom arriva in seguito alla decisione dell’ICF di scegliere gli Europei di Ivrea del 2021 (6-9 maggio) come gara valida ai fini della qualificazione olimpica per i Giochi di Tokyo 2020 in programma in Giappone il prossimo anno. Tra le acque amiche del canavese gli azzurri potranno cercare di conquistare l’ultimo pass olimpico che manca all’appello, ovvero nella specialità della canoa canadese maschile.

“Finalmente si riparte e abbiamo deciso di convocare tutti gli atleti che hanno fatto i mondiali senior e under 23 lo scorso anno per portare avanti i progetti olimpici di Tokyo, e con gli under 23, quello per Parigi 2024 che possiamo dire è già cominciato. Saranno 18 atleti di tutti le categorie che formano un mix perfetto di tanti giovani e atleti esperti – spiegano Molmenti e Ivaldi-. Durante questo periodo di fermo dell’attività non tutti sono riusciti ad allenarsi nello stesso modo, per questo motivo abbiamo pensato a questo raduno come un test con lo scopo di avere il quadro della situazione e capire da dove partire per organizzare una preparazione personalizzata per gli obiettivi di ogni atleta”.

“Nel 2019 siamo stati molto soddisfatti dell’andamento della squadra – aggiungono i DT -, tutti hanno dimostrato una crescita in linea con la programmazione iniziata nel dicembre 2016. Per noi questo stop non è stata una fortuna perché eravamo pronti per misurarci con i migliori. Nel K1 Stefanie Horn ha dimostrato di poter lottare per i vertici, così come Giovanni De Gennaro (foto FICK), dietro di lui c’è Zeno Ivaldi che ha avuto una crescita molto positiva. Nel C1 femminile abbiamo una squadra giovane che cresce a vista d’occhio. Per loro una stagione in più diventa un vantaggio per maturare ancor di più visto che dovranno confrontarsi con campionesse molto esperte. Diciamo che valutando i risultati ottenuti fino a febbraio abbiamo capito come leggere i nostri atleti per supportati al meglio”.

Discorso a parte per il gruppo del C1 maschile che avrà la possibilità di conquistare la carta olimpica sulle acque di casa di Ivrea: “Ai mondiali non siamo stati fortunati ma il livello della squadra è buono. Contreremo l’attività su Ivrea proprio per arrivare più che preparati all’appuntamento. Abbiamo un vantaggio e dobbiamo sfruttarlo”.

“All’inizio il lockdown è stato difficile da digerire perché molti si sentivano pronti – proseguono i responsabili tecnici azzurri – poi abbiamo metabolizzato e i ragazzi hanno preso consapevolezza cambiando la loro prospettiva. Tutti si sono rimboccati le maniche per non perdere la forma raggiunta che era davvero ottima, sono stati davvero bravi e responsabili nel trovare le soluzioni più disparate per poter fare allenamento. La motivazione per un atleta è fondamentale per questo sarà importante avere la possibilità di fare gare anche quest’anno, sia nazionali che internazionali. Sarà interessante capire come sono cambiati gli equilibri tra gli atleti a livello mondiale, ma noi siamo carichi e non vediamo l’ora di ripartire”.

Diciotto gli atleti convocati dalla direzione tecnica con la squadra dei Kayak formata da Giovanni De gennaro e Marco Vianello (Carabinieri); Zeno Ivaldi, Jakob Weger, Stefanie Horn e Maria Clara Giai Pron (Marina Militare); Davide Ghisetti (Ivrea CC), Marcello Beda (CC Bologna) e Francesca Malaguti (CC Ferrara). La canoa canadese sarà rappresentata da Roberto Colazingari, Paolo Ceccon, Marta Bertoncelli, Elena Borghi (Carabinieri); Raffaello Ivaldi, Stefano Cipressi (Marina Militare); Chiara Sabatini (Fiamme Azzurre); Elena e Flavio Micozzi (Canoanium Subiaco).

Nel pecorso verso Tokyo, l’Italia giocherà in casa. Ivrea può consolarsi: non avrà la Coppa del Mondo nel 2020, inizialmente programmata a giugno e cancellata dal Covid19 ma sarà cruciale nel prossimo anno quando ci saranno in palio gli ultimi pass a cinque cerchi. Le acque della Dora ospiteranno infatti gli Europei di canoa slalom nel 2021 che varranno come qualificazione olimpica. Lo Stadio della Canoa, entrato di diritto nei bouquet dei centri di eccellenza di preparazione della federazione, è già pronto per raccogliere la sfida organizzativa come peraltro già dimostrato in passato con eventi di caratura internazionale.

“Abbiamo accolto la notizia con grande entusiasmo perché è nostro interesse valorizzare il campo gara che è al tempo stesso centro federale e parte integrante della città di Ivrea”, spiega il presidente dell’Ivrea Canoa Club, Mario Di Stazio. “Siamo contenti che sia stata riconosciuto a livello internazionale quello che tutti i canoisti italiani e stranieri dicono dello Stadio della canoa, ovvero che si tratta di un percorso impegnativo e probante dal punto di vista tecnico. Abbiamo fatto in questi anni interventi strutturali importanti e abbiamo in programma ulteriori adeguamenti anche se siamo già in grado di ospitare gare di standard elevato sia dal punto di vista tecnico che del flusso dell’acqua. Abbiamo da poco eletto il nuovo consiglio e ci metteremo in gioco tutti per rendere il canale un luogo sempre più importante per tutti i canoisti, per la federazione e per la città. Abbiamo sempre avuto il sostegno delle istituzioni locali perché lo Stadio della Canoa è parte integrante della città e a livello sportivo sicuramente è un suo elemento distintivo, come l’Olivetti e il carnevale”.

Fonte : Coni