Perché gli infermieri scendono in piazza: “Per il nostro futuro, non molleremo mai”

Un flash mob organizzato dal Movimento nazionale degli infermieri in piazza del Popolo, Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Di nuovo in piazza. Oggi sabato 4 luglio gli infermieri del Nursing Up Sindacato Infermieri Italiani manifestano a Milano per chiedere al governo un “riconoscimento professionale ed economico che manca all’appello da ormai 20 anni: non ci fermeremo – dicono – finchè non avremo ottenuto quegli aumenti in busta paga che meritiamo, più di ogni altra categoria professionale”. La protesta è stata allargata a “qualunque altro collega che condivide le nostre richieste, anche appartenente ad altre sigle professionali, altri movimenti, ad altri gruppi, in quello che dovrà essere il giorno di tutti quegli infermieri che hanno combattuto contro il ‘mostro coronavirus’, uniti senza sigle né bandiere”.

Gli infermieri cominciamo una nuova battaglia e arrivano in Lombardia da diverse regioni italiane. “Milano è un atto dovuto, essere qui è un gesto d’amore verso i nostri colleghi, infermieri di una regione che più degli altri hanno vissuto sulla propria pelle il dramma, la paura, l’ansia, il contagio e anche la morte, per difendere la salute dei cittadini”, dice Antonio De Palma, presidente del Nursing Up – Sindacato Infermieri Italiani: “Siamo stanchi e logorati dalle promesse mancate, dagli elogi che risuonano come una presa in giro. La politica delle parole a cui non fanno seguito i fatti ci ha davvero portati allo stremo. Giorni fa, abbiamo incontrato il vice ministro Sileri, gli abbiamo chiesto 500 euro di aumento in busta paga. Ci aspettiamo adesso risposte concrete, lotteremo senza sosta fino a quando qualcuno, ‘ai piani alti’, non si renderà conto che senza di noi non si cantano messe”, dice De Palma.

“I cittadini, quelli sì che hanno compreso, ci hanno applaudito durante gli altri recenti flash mob, hanno apertamente dichiarato di credere nella nostra professione e di stimare il nostro impegno sul campo. Anche gli organi di informazione ci hanno seguiti con premura e ci hanno riconosciuti ed apprezzati. Noi siamo consci che la pandemia potrebbe tornare, e se non sarà il Covid 19 un giorno potrebbe essere un’altra epidemia a doverci ‘chiamare al fronte’. Ed ancora una volta, come soldati, ci verrà chiesto di rispondere all’appello. Ma noi non dimenticheremo il dolore vissuto, non possiamo: i turni massacranti, la disorganizzazione, l’aver combattuto il nemico senza nemmeno gli adeguati strumenti di sicurezza: ‘mai più come prima’, è la nostra nuova parola d’ordine”.

“Da oggi, chi vuole contare su di noi ci riconosca il rispetto che meritiamo, il compenso che ci si deve, e lo faccia senza farci aspettare, con la stessa solerzia che dimostriamo noi, ogni giorno, a disposizione di un sistema fallace che certo non ti invita a restare. E allora scendiamo in piazza Duomo per chiedere ancora una volta, a gran voce, un riconoscimento economico che sia strutturale. E ci stringiamo, più che mai vicini, affinché la nostra rabbia arrivi anche agli occhi e alle orecchie di chi ci ha voltato le spalle, di chi fa finta di non vederci. Di chi si fa beffa di noi spendendo parole auliche, per poi abbandonarci al nostro destino. E’ per la nostra professione che siamo ancora qui, più combattivi di sempre. E’ per il nostro futuro che non molleremo mai”, conclude De Palma.

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L’Italia dispone di 39 medici ogni 10mila residenti, un numero sensibilmente inferiore a quello della Germania, che ne conta 42,5. Ma è persino più sfavorevole il confronto con il personale infermieristico: 58 per 10mila residenti contro 129 in Germania. Le retribuzioni degli infermieri non subiscono grosse e sostanziali variazioni da anni. Quelli che lavorano nel pubblico partono, a inizio carriera, da uno stipendio di circa 1.150 euro netti. Nel corso degli anni la retribuzione aumenta di poco a seconda dell’età e delle mansioni più o meno rischiose. Lo stipendio medio di un infermiere che lavora nel pubblico, a metà carriera e tarato su una media di indennità corrisposte, è di 1.410 euro netti al mese. Si avvicinano ai 2.000 euro solo gli infermieri più anziani, facendo i caposala dei reparti dove è richiesto un certo tipo di specializzazione. In paesi come Germania e Regno Unito lo stipendio medio è di circa 2.500 euro, 1.000 in più rispetto all’Italia, la media europea si attesta intorno ai 1.900 euro.

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Fonte : Today