Sanità, infermieri in presidio in Regione: “Aperto un confronto sulle assunzioni a tempo indeterminato”

Infermieri in presidio davanti alla sede della Regione Lazio a Garbatella. A convocare la manifestazione di questa mattina il Movimento permanente infermieri che da ormai tre mesi si batte a favore dello scorrimento a tempo indeterminato della graduatoria del Sant’Andrea. “Basta chiacchiere. Zingaretti e D’Amato subito tempo indeterminato”, lo striscione appeso. Nel corso della protesta una delegazione è stata ricevuta.

“Il confronto si è basato sulle prospettive assunzionali degli oltre 6000 idonei in graduatoria. Abbiamo sottoposto all’attenzione della Regione le nostre riserve verso tutte le modalità assunzionali che prevedono, attualmente, altre formule non direttamente riferite alla graduatoria Sant’Andrea”, scrivono in una nota. “Il risultato di questa conversazione è stato un impegno da parte della Regione a fare di questa graduatoria la stella polare per tutto ciò che riguarda il fabbisogno infermieristico di questo periodo e dei prossimi a venire, dichiarando a più riprese l’intenzione di usufruire della stessa, il più possibile a tempo indeterminato, per le necessità di cui sotto”.

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Per il Movimento permanente infermieri, “le prospettive di un ulteriore scorrimento sono possibili e verosimili, da relazionare anche con ciò che è contenuto nel decreto Rilancio e che potrà essere verificato dal 18 luglio in poi con la trasformazione in decreto legge. Altre possibili assunzioni sono state correlate all’ampliamento e al rafforzamento della medicina territoriale e dell’area emergenziale legata al 118 nonché all’ampliamento dei posti di terapia intensiva da stimare nel periodo prossimo venturo”. Come fa sapere il Movimento permanente infermieri, la “Regione si è mostrata disponibile ad un confronto permanente, accordandoci la possibilità di incontri periodici e regolari per monitotorare sia l’andamento dello scorrimento sia di qualsiasi situazione possa verificarsi in disaccordo con questa linea di principio da parte delle varie autonomie ospedaliere”.

Fonte : Roma Today