Negli aeroporti vuoti cassaintegrati e stagionali a casa, la protesta: “Vogliamo futuro e dignità”

“Il nostro sarà uno degli ultimi settori a ripartire per questo servono aiuti concreti e che guardino al lungo termine” – così in piena crisi da Coronavirus parlavano i lavoratori degli aeroporti alle prese con aerei fermi in pista e scali vuoti. 

Aeroporti vuoti: lavoratori in cassa integrazione e stagionali a casa

Che per loro la fase 2 sarebbe arrivata più tardi rispetto ad altri comparti si è rivelata una previsione esatta: la compressione dei volumi di traffico sull’intero sistema europeo ha ridotto la percentuale dei movimenti giornalieri sugli aeroporti, di oltre il 90% quella di Fiumicino e Ciampino

Negli scali romani lavoratori in cassa integrazione, soprattutto quelli delle società di handling, e stagionali, 4mila circa, rimasti a casa. Per chi vive di contratti a termine la ripresa è stimata solo intorno al prossimo Natale, a meno di una nuova ondata di contagi. Una categoria che rischia di essere “polverizzata”. 

Protestano i lavoratori del trasporto aereo: “Vogliamo futuro e dignità”

Così con il Paese in lenta ripresa il settore del trasporto aereo continua a vivere un gravissimo stato di incertezza “dovuto all’assenza di misure necessarie a sostenere tutte le realtà lavorative e aziendali che vi operano”. 

Il prossimo 8 luglio la manifestazione indetta dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl TA: “Quale futuro per il trasporto aereo?” – il quesito posto al Governo. I lavoratori degli aeroporti si ritroveranno al T3 del Leonardo Da Vinci. 

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“Servono azioni mirate per far ripartire il mercato, tutelando le professionalità esistenti, difendendo un’occupazione stabile e il diritto ad un lavoro dignitoso ed equamente retribuito. Servono interventi che permettano di consolidare i provvedimenti contenuti nel ‘Decreto Rilancio’ e nuove misure per sostenere lo sviluppo del settore, di Alitalia, delle società di erogazione di servizi alle compagnie aeree, per i gestori aeroportuali, per le società di manutenzione e per l’intero sistema dell’indotto. Pagare la cassa integrazione e sostenere dignitosamente i lavoratori è la priorità. Difendere il lavoro, rimettere in moto l’economia e il turismo nel paese – scrivono le segreterie generali dei sindacati – è ciò che serve”. 
 

Fonte : Roma Today