16 banche vogliono costruire l’alternativa europea a Visa e Mastercard

Il progetto Epi punta a sviluppare un sistema di pagamenti alternativo ad altri circuiti. C’è Unicredit attraverso il suo ramo tedesco, l’Italia per il resto è assente dal programma

pagamenti digitali (Getty Images)

Sedici istituti bancari di cinque paesi dell’Unione europea hanno firmato il 2 luglio un accordo per dare vita al progetto European payments initiative (Epi), che punta a creare un nuovo protocollo unitario standard per la gestione dei pagamenti digitali e delle transazioni sia online sia nei negozi in tutta Europa e che potrebbe far concorrenza ai circuiti attualmente gestiti da società come Visa, Mastercard, PayPal e altre piattaforme per i pagamenti digitali.

Da quanto si legge in una nota congiunta, l’idea è quella di creare una soluzione paneuropea per semplificare ai consumatori e ai commercianti la gestione di pagamenti digitali istantanei, trasferimenti di denaro, pagamenti con carte di credito sia su internet sia nei circuiti fisici e i prelievi di contante. Nelle intenzioni delle sedici banche promotrici di questa iniziativa c’è anche la volontà di offrire ai clienti e agli esercizi commerciali un portafoglio digitale che possa essere utilizzato con le stesse condizioni in tutti i paesi dell’Unione.

In questo senso, la spinta verso un sistema unitario da parte delle banche guarda anche a risolvere l’attuale frammentazione delle soluzioni proposte, spesso soltanto nazionali, e ad accelerare la transizione verso un sistema digitale dei pagamenti e dei servizi bancari condiviso tra diversi stati dell’Unione, rafforzando così l’idea di un mercato comune anche sul fronte delle transazioni.

E l’auspicio della Banca centrale europea e della Commissione, che sostengono il progetto, è quello di poter intercettare il maggior numero di attori per questa iniziativa anche all’interno di settori come quello del fintech e di altri servizi di pagamento. In questo senso, “la previsione di un effettivo potenziamento del sistema e il numero crescente di partecipanti hanno la possibilità di rafforzare anche il ruolo dei gestori europei”, ha commentato Fabio Panetta, del comitato esecutivo della Bce.

Per quanto riguarda le tempistiche sull’effettiva operatività del progetto, le banche coinvolte parlano del 2022 come possibile data di lancio dei servizi, ma fino alla fine del 2020 fanno sapere che resterà aperta la possibilità di adesione al progetto per tutti gli istituti bancari, i fornitori di servizi finanziari e i gestori di circuiti di pagamento che vorranno contribuire al progetto. È invece prevista già a partire dalle prossime settimane la creazione di una Interim Company che avrà sede a Bruxelles.

Gli istituti bancari fondatori sono Bbva, Bnp Paribas, Groupe Bpce, CaixaBank, Commerzbank, Crédit Agricole, Crédit Mutuel, Deutsche Bank, Deutscher Sparkassen und Giroverband, Dz Bank Group, Ing, Kbc Group, La Banque Postale, Banco Santander, Société Générale, UniCredit (ma per mezzo della divisione tedesca, motivo per cui l’Italia non figura tra i Paesi che partecipano all’iniziativa). Il progetto è sostenuto da Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Spagna.

Fonte : Wired