Il mistero delle centinaia di elefanti morti in Botswana

Negli ultimi giorni 350 esemplari sono stati ritrovati senza vita nei pressi del fiume Okavango. Nessuno sa cosa sia successo: si pensa a una malattia neurologica o a un avvelenamento da cianuro da parte dei bracconieri

(foto: Wolfgang Kaehler/LightRocket via Getty Images)

In poco più di tre mesi nel nord del Botswana, stato dell’Africa Meridionale, sono stati trovati morti oltre 350 elefanti. La maggior parte delle carcasse, di esemplari maschili e femminili, sono state rinvenute nelle zone limitrofe al fiume Okavango, soprattutto in prossimità di alcuni specchi d’acqua. Non sono ancora state chiarite le cause, ma nei prossimi giorni alcune analisi di laboratorio, eseguite in Zimbabwe, Sudafrica e Canada, potrebbero fornire qualche indizio in più. Come riportato da più testate, al momento, le ipotesi che si tengono in considerazione sono sostanzialmente due: avvelenamento per mano dei bracconieri o una malattia non ancora individuata. Nel primo caso, le morti potrebbero essere state provocate dal cianuro che viene fatto ingerire agli elefanti per ucciderli e poter rimuovere le zanne (che, però, sono state trovate intatte su tutti i pachidermi). Nell’altro caso, invece, si pensa a un malattia neurodegenerativa perché, dicono alcune testimonianze riportate dal Guardian, gli animali sono stati visti girare su sé stessi prima di morire.

Le varie ricostruzioni

Un primo gruppo di elefanti morti, circa 169, era stato segnalato per la prima volta all’inizio di maggio. Nel mese successivo, il numero di esemplari trovati senza vita, secondo alcune fonti locali anonime sentite sempre dal Guardian, sono più che raddoppiati e il 70% delle carcasse è stato ritrovato vicino a delle pozze d’acqua, mentre il rimanente è in posti difficili da raggiungere, circostanza che porta a pensare che le morti potrebbero essere molte di più. Da più segnalazioni dei locali è emerso che ci sono decine di elefanti emaciati o in condizioni critiche che potrebbero perire nelle prossime settimane.

“Non si vede da molto tempo una serie così numerosa di morti. Al di là di quelle causate dalla siccità, non conosco altri casi simili” ha dichiarato il dottor Niall McCann, direttore del National Park Rescue. Infatti, gli esperti non riescono ancora a identificare una causa, ma hanno escluso alcune risultate abbastanza improbabili: una possibile epidemia di coronavirus o un avvelenamento da antrace naturale che lo scorso anno ha ucciso quasi 100 elefanti. A insospettire è il modo in cui sono stati ritrovate le carcasse: riverse a faccia in giù. “Il modo suggerisce che la morte sia sta improvvisa e le testimonianze dei locali ci spingono a pensare che si tratti di una malattia neurologica”, ha proseguito McCann. Fondamentali saranno gli esiti degli esami in laboratorio, soprattutto per verificare che, in caso di malattia, questa non sia trasmissibile all’uomo.

Nel nord del Botswana ci sono 15mila elefanti, circa il 10% del totale dell’intero paese, e contribuiscono in maniera determinante all’economia dello stato poiché rappresentano una grande attrazione per i turisti. L’ecoturismo è infatti un settore fondamentale – secondo solo a quello dei diamanti – che equivale al 12% del Pil del Botswana.

Fonte : Wired