Art in pills libri: “La via del tabacco” di Erskine Caldwell

L’umanità povera e derelitta di Caldwell in La via del tabacco

A cura di Viviana Filippini

Una delle ultime edizioni del romanzo, pubblicate da Fazi.

La letteratura americana mi incuriosisce, leggendo i suoi romanzi si entra nel suo mondo con la possibilità di comprendere molto degli aseptti degli Stati Uniti d’America, compresi pregi, difetti e contraddizioni. Tra gli autori che mi incuriosiscono c’è Erskine Caldwell, che ho incontrato qualche tempo fa su una bancarella del libro usato. Il libro del quel vi racconto è La via del tabacco, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti d’America nel 1932 e in Italia nel 1974  e dichiarato dalla Modern Library uno dei cento libri più importanti del Novecento. In esso Caldwell affronta le drammatiche vicissitudini della famiglia Lester, nella Georgia della fine degli anni’20.

Ostinazione di Jeteer

Jeterer Lester, il protagonista, vive con la sua parentela sulla via del tabacco guardando, giorno dopo giorno, il lento cammino di dispersione delle sue proprietà, fino a quando si ritroverà senza una briciola di centesimo per comprare il cibo e continuare a vivere. Quello che colpisce di Jeteer è la sua ostinata ottusità che, vi garantisco, in certi momenti rasenta l’esasperazione, ed essa è quella forza motrice che lo spinge continuamente a provare a coltivare cotone, senza però rendersi conto del suo insuccesso e del fatto che lui guadagnerebbe molto di più andando a lavorare in una delle fabbriche cittadine.

Figli in fuga

L’uomo ha una ciurma di figli, ma la sua prole, un po’ alla volta, lo abbandonerà, interrompendo ogni rapporto e lasciando Jeteer nella miseria assoluta. I figli si sradicano dal loro contesto di origine per fuggire da un destino drammatico caratterizzato da povertà assoluta e impossibilità di miglioramento.

Quei figli fuggono da un mondo oppressivo, lasciando per sempre un focolare domestico che, forse, non è mai stato il fulcro dei tipici affetti famigliari e se ne vanno proprio nella speranza di potersi costruire – tra alti e bassi- un futuro migliore e in modo autonomo. Attorno a Jeteer – ossessionato dal pensiero della morte – rimangono la moglie Ada, con il suo bisogno estremo di un abito nuovo; Ellie May la figlia dal labbro leporino e nonna Lester, ossessionata dal bisogno continuo di cibo e di tabacco.

Umanità povera e derelitta di Caldwell

La via del tabacco presenta una famiglia e una serie di individui bizzarri, atipici nel loro modo di fare, dire e pensare, tanto che più che essere individui, questa umanità derelitta assume le sembianze di un branco animale indomabile, spoglio di principi morali e comportamentali. Durante la narrazione ci si imbatte in spose bambine, predicatrici religiose di facili usi e costumi, uomini pronti a sposare una donna non amata pur di avere una macchina nuova per scorrazzare qua e là. Caldwell narra in modo scrupoloso, spontaneo e grottesco il Sud degli Stati Uniti d’America e la sua gente, entrambi ridotti sul lastrico totale dalla grande Depressione del 1929. Un mondo nel quale i personaggi – e lo dimostrerà il tragicomico destino di Jeteer-  sono afflitti dalla loro perenne incapacità di riscattarsi.

Umanità in lotta con se stessa e con il mondo

La società raccontata da Caldwell ne La via del tabacco è cupa e torbida però, allo stesso tempo, si dimostra umile e realistica, costituita da gente povera, misera a tal punto da essere incapace a comprendere fino in fondo il proprio degrado, che richiama alla memoria quell’umanità sempre in lotta con se stessa e con il mondo circostante che ritroviamo in altri grandi scrittori americano come William Faulkner, di Francis Scott Fitzgerald e John Steinbeck.

Fonte : Cultora