Piano City non si ferma, alzi i toni e ritrova (pure) Giulia Mazzoni

Fino a domenica 24 maggio Piano City Milano Preludio 2020, concerti in streaming in collegamento da casa e da luoghi simbolo e Piano Tandem e Piano Risciò in giro per le vie della città. Ne abbiamo parlato con la pianista toscana Giulia Mazzoni

Piano City Milano Preludio 2020, concerti in streaming ed eventi live

Ha preso il via ieri il Preludio 2020 di Piano City Milano, anteprima della nona edizione del Festival (posticipata per l’autunno). Fino a domenica 24 maggio live streaming in collegamento da casa e da alcuni luoghi simbolici della città, insieme alle note dei Piano Tandem e Piano Risciò in giro per le vie di Milano, in sicurezza, per la prima volta dopo il lockdown. Se Piano City Milano è l’appuntamento annuale che coinvolge tutta la città con concerti nei parchi, nei musei e nelle case private, Piano City Milano Preludio 2020 è un evento simbolico che invita i cittadini a continuare a credere nella forza sociale e poetica della loro città. I concerti, che saranno visibili in streaming sul sito web e sulla pagina Facebook di Piano City Milano, coinvolgono artisti milanesi e internazionali che, uniti dalla passione per la cultura e dal desiderio di tornare presto ad esibirsi dal vivo, si susseguiranno in diretta con musiche di ogni genere, dalla classica al jazz, al pop, al rock. Ci saranno concerti tra gli altri di Chilly Gonzales, Ludovico Einaudi, Joep Beving, Rosey Chan e Rufus Wainwright in live streaming dalle loro case. Abbiamo parlato dell’importanza di questo Preludio con Giulia Mazzoni, pianista toscana con già due album realizzati, un terzo in preparazione e una solida reputazione non solo in Italia ma anche in Oriente.

Giulia quale sarà il tuo contributo?
Un concerto da casa, da Firenze, e sono felice di partecipare. E’ un preludio. Suonerò sabato 23 alle ore 13.
Cosa stai preparando?
Suonerò per circa 25 minuti, pezzi da Giocando con i Bottoni e Room 2401 e alcune cover. Utilizzerò il tempo al meglio per lanciare il messaggio che la musica non si ferma, non siamo inermi ci muoviamo attraverso iniziative come queste, e ci auguriamo che portino coscienza e risposte più precise da parte del governo.
Cosa intendi?
Che se in un teatro da mille posti potranno entrare 300 persone i costi diventano insostenibili. Servono fondi e chiarezza.
Che hai fatto in quarantena?
Ho fatto tutte le settimane incontri sul mio profilo Instragram chiamati Inside Room 2401 dove ho aperto le porte del mio spazio, ogni volta 45 minuti di musica e parole. Ho partecipato ad attività sul web di diverso tipo. Ho cercato nel mio piccolo di rendermi utile acquistando dalla Cina migliaia di mascherine che ho distribuito ad alcune strutture sanitarie.
Hai dovuto modificare i tuoi progetti, suppongo.
Sarei dovuta tornare in Cina ad aprile per 15 date. Sono spostate a fine 2020 o addirittura al 2021. E’ bello rientrare in un teatro ma la salute, la sicurezza sono prioritari.
Novità discografiche?
Sto lavorando a un nuovo album previsto in autunno, anche qui cercando di capire quando potere riprogrammare. Se non c’è la possibilità di fare promozione è complicato farlo conoscere.
Cosa puoi anticipare?
Sarà un lavoro sperimentale. Il piano resta al centro ma ci saranno altri suoni. Una sperimentazione elettronica suonando anche altri strumenti, sarò più coraggiosa. Ci sarà anche il piano solo ma resta ampia la finestra sulla sperimentazione. Sentirete sonorità anni Ottanta. Questo periodo mi ha aiutato a scoprire altre parti di me.
Cosa auspichi?
Vorrei che questo nuovo lavoro potesse parlare a tutti e il piano deve essere vicino alle persone come fosse un cantante. Da compositore dico che usare altri strumenti e altri suoni fa parte di questo lavoro. Per dire in questi giorni ho postato un video di una cover di Mary Poppins che ha fatto 40mila visualizzazioni in un giorno. Affacciarsi su mondi nuovi è fondamentale.
L’importanza di Piano City?
E’ una boccata d’aria fresca. Le persone hanno bisogno di respirare arte e bellezza. Dobbiamo inseguire un nuovo Rinascimento, la musica non è solo divertimento, è anche riflessione e costruzione. Nella musica c’è qualcosa di alto che serve a dare a chi ascolta strumenti di pensiero e per poter sperare.

Fonte : Sky Tg24