Molti dei migranti espulsi dagli Stati Uniti sono positivi al covid-19

Dieci guatemaltechi espulsi dagli Stati Uniti e tornati nel loro paese la settimana scorsa sono risultati positivi al covid-19. “È l’ultimo esempio di un problema che si è aggravato progressivamente man mano che gli Stati Uniti hanno inasprito le loro politiche migratorie durante l’emergenza coronavirus”, scrive Abc News.

Finora i guatemaltechi trovati positivi al covid dopo essere stati rimandati indietro dalle autorità statunitensi sono 115, ma i contagiati potrebbero essere di più perché non tutti sono stati testati. Il governo del Guatemala ha lanciato l’allarme, preoccupato che le espulsioni possano favorire la diffusione del virus nel paese centroamericano.

L’amministrazione Trump ha cominciato a testare i migranti prima di espellerli, ma in molti casi i tamponi sono stati fatti molti giorni prima della partenza, quindi potrebbero essere stati contagiati nel frattempo.

Al momento il Guatemala conta circa duemila contagi e 35 morti.

Intanto l’amministrazione Trump sta espellendo molti migranti minorenni in base allo stato d’emergenza proclamato all’inizio dell’epidemia. Solo ad aprile sono stati espulsi 600 bambini e adolescenti. In circostanze normali la legge statunitense permetterebbe a questi migranti di vivere con i parenti negli Stati Uniti in attesa che il loro caso venga analizzato.

Da quando è cominciato il lockdown la Casa Bianca ha operato un giro di vite sia sugli attraversamenti alla frontiera sia sulle richieste d’asilo. Secondo gli attivisti per i diritti dei migranti è un modo per cancellare le protezioni ai migranti minorenni.

Fonte : Internazionale