SOS matrimonio, l’egoismo e la limitatezza di molti mariti

Possibile che dopo tanti anni di matrimonio si diventi acerrimi nemici? Odiandosi. Facendosi guerra con gli avvocati. Mettendo di mezzo i figli. Gli amici. I parenti. E vomitando tutta la rabbia che si ha in corpo senza farsi il benché minimo esame di coscienza ma puntando sempre il dito addosso all’altro/a?

Sinceramente oggi vorrei rivolgermi a tutti quei mariti e padri assenti. Eh sì, perché purtroppo ce ne sono tanti. Tantissimi. Quelli che escono la mattina presto per andare a lavorare e quando rientrano la sera trovano la cena pronta, i ragazzini lavati e stirati, la casa pulita, si spogliano, si mettono a letto e magari la chiedono pure, anzi, la pretendono. Quelli che “siccome lavorano”, non fanno una telefonata in tutto il giorno perché “tanto te sei una mamma bravissima” e perché “abbiamo deciso da sempre che era così: io lavoro e te ti occupi della casa e dei bambini”. Quelli che poi il weekend si trovano l’hobby di turno (palestra, golf, corsetta, partitina a calcio con gli amici di sempre, paddle, eccetera eccetera) continuando ad avere priorità diverse da quelle di essere padre e marito presente. E poi l’amante richiede anche quelle 2 orette insomma.

Improvvisamente arrivano le ferie e tac! Finalmente si concedono. Pretendendo di andare in vacanza dove dicono loro perché sono loro che pagano. O dettando leggi e regole sugli orari per andare al mare o sul riposino dopo pranzo. Eh già, perché dopo un anno di lavoro, loro si devono riposare. Te no. Perché te che fai tutto il giorno? Cioè, oltre a pensare alla casa e ai ragazzini cosa fai? E intanto i figli crescono, crescono, crescono e la moglie si allontana sempre più chiusa nella sua solitudine e nella sua insoddisfazione. Ma no! Non è colpa loro se il matrimonio finisce! Loro hanno lavorato per portare il pane a casa! Non è colpa loro se i figli non gli parlano, se non li cercano, loro non gli hanno fatto mancare mai niente!

Certo ci vuole coraggio però. Tanto coraggio. E ad oggi credo proprio che sono degli uomini stupidi e limitati. E no. Non li perdono. Il loro banale egoismo non rientra nei miei princìpi di genitore. Non dico di moglie, ma di genitore. Quel genitore presente nelle tappe importanti del figlio. Presente nel dialogo. Nell’ascolto. Con quella giusta autorità che non sfocia in imposizioni. Quel padre che gioca a pallone con loro. Che organizza qualche gita per far volare il primo aquilone. Che si ferma dal giocattolaio spontaneamente per prendergli un pensierino. Che non sbuffa alle recite scolastiche. Che li sgrida se sbagliano ma senza violenza. Senza chiuderli in bagno al buio. E che non facciano passare la moglie per una rompiscatole come inizia a lamentarsi. Ma che si creino il problema della sua insoddisfazione. Perché è così facile dare la colpa all’altro delle proprie mancanze. Così facile. Ma è anche così stupido dare tutto per scontato.

Il tuo browser non può riprodurre il video.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.

Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.

Attendi solo un istante
Forse potrebbe interessarti

Devi attivare javascript per riprodurre il video.

“Perché non ti metti più quel completino intimo ma sempre il pigiama?” (fatti una domanda) o “Perché sei sempre incazzata?” (fatti una domanda) e per ultimo… “Lo hanno preso in tempo il tumore di cosa t preoccupi?”. Eh già. Di cosa mi preoccupo. Qui la domanda a questo punto è inutile che te la fai perché se non hai capito di cosa mi preoccupo non credo che abbiamo altro da dirci più. So già che molti “maschietti” adesso mi verranno addosso, ma non ho detto che siete tutti così. Parecchi di voi. Non tutti. E forse sarebbe meglio che quelli di voi che sono l’esatto contrario, invece di consolare l’amico con una partita a calcetto o un’uscita da single, lo facciano ragionare seriamente che ad ogni azione c’è una reazione. Perché si è in due, nella salute e nella malattia, e aggiungerei “nella vita quotidiana condividendo ogni istante insieme per noi e per i nostri figli, sostenendoci a vicenda sempre”. Ma questa è un’altra storia. Perché fortunatamente non si fa di tutt’erba un fascio.

Fonte : Today