grafato uno dei fenomeni più potenti del cosmo

Un nuovo tassello per comporre il puzzle della storia dell’universo. E’ la fotografia, ottenuta con un livello di dettaglio inedito, del quasar 3C 279, in un getto relativistico di plasma originato probabilmente dalle vicinanze di un buco nero supermassiccio. Si tratta di uno dei fenomeni cosmici più potenti: l’immagine, pubblicata sulla rivista “Astronomy and Astrophysics”, è stata ottenuta dalla collaborazione scientifica internazionale “Event Horizon Telescope” (EHT), che già aveva realizzato la famosissima prima immagine di un buco nero. Per l’Italia hanno lavorato l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Università Federico II di Napoli.

Un puzzle nella storia dell’universo

La tecnica utilizzata per arrivare a questo importante traguardo da EHT, team di esperti mondiali che cercano di catturare immagini di buchi neri utilizzando un telescopio virtuale di dimensioni terrestri, viene chiamata in gergo “interferometria a base molto lunga (VLBI), come spiega nel dettaglio un articolo apparso sul sito dell’Infn. Gli esperti, che continuano a lavorare a questo progetto sin dall’aprile 2017, sono riusciti grazie a questa tecnica a “studiare la morfologia su scala fine del getto vicino alla sua base, dove si pensa abbia origine un’emissione di raggi gamma molto variabile”, spiegano l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Ogni volta che apriamo una nuova finestra osservativa sul nostro universo, questo ci regala nuove emozioni”, ha commentato Mariafelicia De Laurentis, ricercatrice all’INFN e professore all’Università Federico II di Napoli, oltre ad essere membro della Collaborazione EHT. “Il risultato ottenuto ci permette ora di avere una maggiore comprensione della natura e dei processi fisici alla base di queste enormi sorgenti di energia: siamo riusciti ad aggiungere un altro tassello al grande puzzle della storia dell’universo”, ha poi aggiunto.

La struttura di 3C 279 (J.Y. Kim (MPIfR), Boston University Blazar Program (VLBA and GMVA), and Event Horizon Telescope Collaboration)

L’importanza dello scatto

Come spiegano ancora gli esperti, 3C 279 è stata obiettivo dello studio: si tratta di una galassia situata nella costellazione della Vergine, che gli scienziati classificano come quasar, ovvero una sorgente “quasi stellare”, perché al suo centro brilla un punto di luce ultra-luminoso e variabile quando enormi quantità di gas e stelle cadono all’interno del gigantesco buco nero che si trova prova nel cuore della galassia stessa. “Il buco nero, la cui massa è circa un miliardo di volte quella del Sole, ingoia le stelle e il gas che si avvicinano al suo potente disco di accrescimento per poi espellerne una parte del gas in due sottili getti di plasma a velocità vicine alla velocità della luce”, scrivono gli scienziati. Perché questo scatto è così importante, lo ha spiegato Ciriaco Gaddi, responsabile scientifico del progetto “BlackHoleCam”, tra i partner europei di EHT. “Comprendere in dettaglio i processi fisici legati alla formazione dei getti relativistici, e il meccanismo di accelerazione e collimazione di questi ultimi, ha rappresentato, da 50 anni a questa parte, uno dei principali filoni di ricerca dell’astrofisica moderna. Oggi, grazie al progetto EHT, possiamo avere finalmente accesso alla base di questi getti giganteschi, che si propagano per migliaia e alle volte milioni di anni luce, e capire la loro relazione fisica dal buco nero centrale”.

Il primo buco nero, la foto. Ecco lo scatto del millennio

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Fonte : Sky Tg24