Coronavirus, fase 2 e seconde case: che cosa si potrà fare dal 4 maggio

Se sul termine “congiunti” ieri si è scatenata una ridda di ipotesi a proposito del nuovo decreto, anche sulle “seconde case” c’è stata un po’ di confusione. Ci ha pensato il ministro dei Trasporti Paola De Micheli a ‘La vita in diretta’ su Raiuno a chiarire: “Non si possono raggiungere le seconde case nell’ambito di questo Dpcm, bisogna rimanere nella casa di residenza”. De Micheli ha rimarcato con forza inoltre l’obbligo di mascherina o di qualunque dispositivo protegga bocca e naso, o anche di “una sciarpa” per usare i mezzi pubblici o in caso contrario “ci sarebbe da restare a terra”. Ma le regioni vanno in ordine sparso e Zaia ha spiegato che da oggi, martedì 28 aprile, i residenti in Regione potranno raggiungere la seconda casa o la propria imbarcazione, anche in un altro comune rispetto alla residenza (ma sempre all’interno del territorio regionale), per attività di manutenzione.

Il Dpcm attualmente in vigore, quello dell’11 aprile, proibisce in maniera cristallina ogni spostamento verso abitazioni diverse da quelle principali. Ma quello che entrerà in vigore il 4 maggio non vi fa un riferimento diretto. Pare ipotizzabile che se si ha la residenza nella seconda casa, al di fuori della stessa regione dell’abitazione principale, lo spostamento possa essere consentito (ma il condizionale resta d’obbligo, arriveranno chiarimenti nei prossimi giorni). 

La questione delle seconde case restava uno degli interrogativi in sospeso rispetto al nuovo Dpcm annunciato domenica sera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Nel decreto si precisa che è consentito “in ogni caso” fare ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione: una novità rispetto alle indicazioni precedenti, che invece vietavano di spostarsi anche per rientrare al proprio luogo di residenza. Non era però chiaro se le seconde case fossero comprese nella definizione di abitazione. Non lo sono. Sulla questione delle seconde case, “c’è la possibilità di raggiungere il proprio domicilio, ma consiglio, anche per chi (le Regioni, ndr) in questo momento sta aprendo alla possibilità di raggiungere le seconde case, di limitare al massimo gli spostamenti” ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà a ‘Sono le Venti’, sul Nove.

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Il ministro Paola De Micheli ha detto che verrà incentivata nei prossimi mesi anche la mobilità alternativa, con le bici elettriche o i monopattini. “Stiamo studiando una misura ad hoc” per consentire a tutti di andare a lavorare anche in orari differenziati “perché gli studi dei flussi ci dicono che il massimo della frequentazione soprattutto del tpl è tra le 7.10 e le 7.40 della mattina”, aggiunge il ministro. “Nessun sistema dei trasporti né italiano né europeo è nelle condizioni di reggere con il metro di distanziamento la stessa mole di lavoratori che c’era prima del Covid”, sottolinea, osservando che con il distanziamento di un metro “e non sarà sufficiente un seggiolino” di distanza, porterà la nuova capienza a “circa il 50% ma in alcuni casi anche meno”.

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Fonte : Today