Consigli per scrivere un best-seller

27 aprile 2020 15:21

Gentile bibliopatologo,
ho un desiderio che mi brucia l’anima: voglio scrivere un libro! Penserai che sia una dei tanti che cerca un riscatto con la scrittura ma io no, macché, io voglio scrivere un libro che venda molto, non mi importa che sia scritto bene, deve solo vendere. Hai qualche consiglio da darmi? Trame? Personaggi? Luoghi? Copertine accattivanti?
– Sam

Cara Sam,
non solo ho dei consigli infallibili, ma se mi dai il tuo indirizzo ti invio anche un manuale per vincere alla roulette e la prima dispensa di un corso di stregoneria per corrispondenza. I due esempi, come vedrai, non sono scelti a caso.

La ricerca del best-seller, infatti, è essenzialmente una forma di gioco d’azzardo. Ci sono editori che stampano romanzi a ciclo continuo, come fossero fiches, nella speranza che la ruota capricciosa dei gusti del pubblico si fermi prima o poi su almeno uno dei loro numeri. Quando questo accade, di solito a uscire non è il numero sul quale avevano puntato di più. Cos’aveva Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro in più (o in meno) di tanti altri romanzi non baciati dalla buona sorte? Nessuno lo sa. Ma anche a saperlo, non basta ricostruire la ricetta e affidare una seconda infornata alla stessa cuoca per ripetere il prodigio. Perché appunto non è una cucina, è un casinò.

Forse l’analogia con gli incantesimi stregoneschi si rivelerà più utile. Harlequin, la casa editrice canadese famosa per i suoi romanzi rosa, negli anni settanta forniva ai suoi autori queste regole dettagliatissime per ripetere la magia e ammaliare ogni volta la lettrice.

  • L’intreccio amoroso deve seguire lo schema seguente:
  1. Incontro tra lei e lui.
  2. Conflitto tra di loro.
  3. Ribellione di lei, che sente che si sta innamorando di lui (ma lo odia ancora).
  4. Sconforto di lei (non lo odia più, ma nasconde i suoi sentimenti a lui).
  5. Scioglimento: lui si dichiara. Promessa di matrimonio all’ultima riga del romanzo.

Non è tutto. L’autore, dicevano le istruzioni, deve entrare subito nel vivo della storia, per proseguire con un flashback atto a illustrare la situazione e i personaggi; e deve raccontare tutto dal punto di vista della ragazza. I protagonisti, poi, devono avere determinate caratteristiche, e così gli ambienti. Quanto allo stile: “Frasi abbastanza corte, di preferenza al passato, 75 per cento di dialoghi rapidi, il restante 25 per cento diviso tra le descrizioni, l’azione e la psicologia”. E così via, con altre regole sempre più precise e stringenti. Funzionavano? Forse per produrre lacrime in serie, non certo per imbroccare il best-seller.

Ora, ben prima di diventare la scrittrice di best-seller di Jessica Fletcher, ossia la signora in giallo, l’attrice Angela Lansbury era stata Eglantine Price, la strega dilettante di Pomi d’ottone e manici di scopa. Se ricordi, aveva imparato le arti magiche per corrispondenza, proprio come io ti propongo di fare, ma una volta raggiunto il suo professore a Londra per estorcergli la lezione conclusiva, aveva scoperto che gli incantesimi erano solo parole senza senso pescate a caso da un vecchio libro. Che cosa le aveva consentito di compiere tutte quelle magie, allora?

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Delle regole c’erano senz’altro, molto diverse da quelle dell’editore Harlequin, ma non era facile ricostruirle nella forma originaria e completa.

Poniamo però che tu abbia accesso al grande libro degli incantesimi letterari; questo ti garantirebbe di scrivere un best-seller? La risposta, ahimè, è la stessa che dava Eglantine a uno dei bambini: “Per tua informazione la più abile delle streghe non può trasformare niente in denaro. Hai mai conosciuto una strega ricca?”.

Il bibliopatologo risponde è una rubrica di posta sulle perversioni culturali. Se volete sottoporre i vostri casi, scrivete a g.vitiello@internazionale.it.

Fonte : Internazionale