Coronavirus: qual è il rischio in gravidanza?

Sebbene i dati disponibili finora siano pochi, le donne in gravidanza positive la coronavirus non dovrebbero sviluppare sintomi gravi e non ci sono prove che possano contagiare i propri figli

gravidanza(foto: Mehdi Taamallah/NurPhoto via Getty Images)

Affrontare una gravidanza non è affatto semplice. Figuriamoci nel bel mezzo di una pandemia, come quella che stiamo vivendo. Essere incinta, in questo periodo, infatti, può sottoporre le future mamme a un notevole stress. Ma mentre il mondo intero si sta concentrando sugli effetti del nuovo coronavirus nelle categorie di persone più a rischio, come per esempio gli anziani, la scienza comincia ora ad approfondire la relazione tra coronavirus e gravidanza, per capire in che modo il virus possa influenzare la salute delle future mamme e dei loro bambini.

Stime recenti, per esempio, hanno evidenziato che in Italia solamente 20 neonati sono risultati positivi al coronavirus e che nessuno di loro ha riportato sintomi gravi. Sebbene, quindi, questa relazione non dovrebbe destare particolare preoccupazione, rimane tuttavia ancora un mistero la modalità di contagio nei più piccoli. “Finora, non è stata dimostrata la trasmissione verticale da madre a feto durante la gravidanza”, spiega Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria. “Presumibilmente, dunque, questi bambini si sono infettati a seguito del contatto con la madre, positiva, durante o dopo il parto”.

Ma qual è il rischio per le future madri di essere contagiate dal nuovo coronavirus? A rispondere sono stati alcuni esperti in un articolo pubblicato su The Conversation, che hanno sottolineato come in gravidanza il sistema immunitario diventa meno aggressivo per non mettere in pericolo la vita del feto, ma esponendo così la madre a un maggior rischio di infezioni virali, comprese quelle di altri coronavirus, come Sars e la Mers. Inoltre, a causa della pressione dell’utero, la dimensione della cavità toracica di una donna incinta diminuisce con l’avanzare la gravidanza, lasciando così i polmoni con meno spazio a disposizione.

Ma queste condizioni non dovrebbero rendere la Covid-19 più grave. Infatti, come spiegano gli esperti, che hanno passato in rassegna gli studi finora disponibili, delle prime 108 gravidanze riportate con un’infezione confermata da nuovo coronavirus, alcune donne hanno sviluppato sintomi classici, ossia febbre e tosse secca, mentre altre erano asintomatiche. La maggior parte di queste, inoltre, era al terzo trimestre di gravidanza, ma solo pochissime (solo 3) hanno necessitato della terapia intensiva e nessuna di loro ha avuto una prognosi infausta. Dagli studi, tuttavia, sono emersi anche altri dati: che il parto è molto spesso avvenuto prima del termine della gravidanza, e che oltre il 91% è avvenuto con un taglio cesareo. La ragione, ipotizzano i ricercatori, potrebbe essere dovuta a una possibile sofferenza fetale, ossia che il bambino potesse essere a rischio di mancanza di ossigeno. Inoltre, le donne con gravidanze ad alto rischio, cioè già complicate da altri fattori tra cui obesità, ipertensione e diabete, presentavano anche maggiori probabilità di soffrire di un’infezione più grave.

Finora, tuttavia, non ci sono prove che il coronavirus possa essere trasmesso dalla madre infetta al feto. “Non è stata trovata alcuna traccia del nuovo coronavirus nella placenta o nel cordone ombelicale negli studi che abbiamo esaminato, ed è quindi improbabile che una madre possa infettare il bambino mentre è ancora nell’utero”, spiegano i ricercatori. E anche nel caso in cui nel caso il bambino risultasse positivo subito dopo la nascita, non c’è da allarmarsi. “Nella nostra revisione la maggior parte dei neonati non ha riportato sintomi”, spiegano gli esperti. “Tra i bambini sintomatici, i sintomi più comuni sono stati lievi problemi respiratori, riportati in 11 casi. Solo due bambini si sono gravemente ammalati, e un caso è stato fatale”. Ma, sottolineano i ricercatori, nessuno dei neonati con sintomi gravi è risultato essere positivo al coronavirus. “È possibile che i sintomi di questi bambini non fossero correlati all’infezione da coronavirus della madre, ma causati da altri motivi, come il parto prematuro o il taglio cesareo”.

La maggior parte delle donne in gravidanza che dovessero risultare positive al nuovo coronavirus, avvisano gli esperti, sperimenterà un raffreddore comune, con febbre e forse mal di gola o tosse secca. “Nella nostra recensione, solo il 3% delle donne ha avuto bisogno di cure intensive durante l’ultimo periodo della gravidanza”, concludono i ricercatori. “È fondamentale che le donne incinte seguano i consigli dell’Organizzazione mondiale della sanità: lavarsi frequentemente le mani, mantenere le distanze sociali, evitare di toccare occhi, naso e bocca”.

Fonte : Wired