Assonautica, la lettera a Conte: “Apprezziamo le misure adottate finora”

Assonautica, Associazione nazionale per la nautica da diporto e l’economia del mare, apprezza le misure adottate dal governo in ambito nautico. Un comparto importante quello dell’economia del mare: tra diportisti, operatori della piccola e media impresa e operatori professionali parliamo di un indotto che occupa complessivamente 178mila persone.

Il presidente di Assonautica, Alfredo Malcarne, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che pubblichiamo qui di seguito. Dopo i ringraziamenti per l’attenzione dimostrata dall’esecutivo nei confronti della cantieristica, Malcarne porta l’attenzione sulle attività dei diportisti, dei pescatori e dei subacquei. La necessità, spiega il presidente di Assonautica, è quella di autorizzare lo svolgimento di attività artigianali concernenti la piccola nautica, “nella generale ottica di tutela della salute pubblica e nel pieno rispetto di quanto previsto dai decreti del governo, in modo tale da consentire ai proprietari di imbarcazioni, ovvero ai diportisti in genere, ma anche ai pescatori e ai subacquei, di poter raggiungere i porti turistici, i cantieri di rimessaggio invernale e le proprie imbarcazioni per controllarne lo stato di conservazione ed effettuare piccoli lavori di manutenzione, per la preparazione delle stesse”.

Per quanto riguarda invece gli spostamenti tra regioni, Assonautica chiede una deroga alla bozza delle disposizioni del prossimo Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri), “in quanto abbiamo alcune migliaia di diportisti che risiedono fuori regione rispetto al luogo di ormeggio delle imbarcazioni”.

La lettera di Assonautica al presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Di seguito, la lettera integrale di Assonautica al premier Conte.

“Al Presidente del Consiglio prof. Giuseppe Conte. Presidente, le misure adottate dal Governo in ambito nautico, sono state ampiamente apprezzate  dai 13.000 iscritti e dai 60.000 simpatizzanti delle 50 sezioni di Assonautica Italiana. Tra loro diportisti, operatori della piccola e media impresa e operatori professionali dell’indotto che occupa complessivamente 178.000 persone. I gestori dei porti, dove attualmente si trovano oltre 500.000 imbarcazioni, hanno potuto continuare le necessarie attività di controllo e manutenzione grazie all’inserimento dei codici Ateco specifici del settore, come da noi richiesto, nei 2 DPCM e nel DM MIT sulle restrizioni Covid. Alla nostra puntuale e tempestiva interpretazione delle tre disposizioni normative abbiamo dato seguito con l’apertura del nostro Sportello Legale Assonautica e dello Sportello di Supporto Psicologico – fruibili dalla utenza   nautica gratuitamente- , per fare fronte a migliaia di richieste di supporto e di aiuto, per lo più dal segmento professionale che, vale la pena di renderLa partecipe, ha espresso all’unanimità sentimenti di grande fiducia nei confronti delle misure adottate dal  Suo Governo.

Grazie a Lei, la nautica da Covid 19 uscirà finalmente con il rispetto istituzionale che merita. Ci troviamo oggi nella condizione di dover rispondere ai tantissimi utenti che desiderano andare nei porti ad effettuare piccole lavorazioni di manutenzione in proprio, e, possibilmente, tornare a navigare. Le regioni Lazio, Veneto, Liguria e Toscana hanno aperto a varie attività “isolanti” per chi le pratica, quale ad esempio l’orticultura ad uso familiare. Bene. Con la presente pongo alla Sua attenzione la  necessità di autorizzare, al pari delle altre attività “isolanti” molto utili alle persone per tornare a vivere, lo svolgimento in forma amatoriale di attività artigianali concernenti la piccola nautica, nella generale ottica di tutela della salute pubblica e nel pieno rispetto di quanto previsto dai citati Decreti volti al contenimento del contagio da Covid-19, in modo tale da consentire ai proprietari di imbarcazioni, ovvero ai diportisti in genere, ma anche ai pescatori e ai subacquei, di poter raggiungere i porti turistici, i cantieri di rimessaggio invernale e le proprie imbarcazioni per controllarne lo stato di conservazione ed effettuare piccoli lavori di manutenzione, per la preparazione delle stesse essendo oramai superata la data di apertura della stagione nautica.

Altrettanto riguardo alla pesca sportiva e alle immersioni subacquee quali, appunto, attività che si svolgono in pieno isolamento sia in fase preparatoria che in quella operativa. E ciò, ripeto, alla stregua di quanto è stato consentito dalla stessa Regione Lazio in favore dello svolgimento in forma amatoriale di attività agricole e di conduzione di allevamenti di animali da cortile, proprio con l’Ordinanza del 15 aprile 2020 n. Z00029, recante ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Quanto sopra con la sostanziale differenza che nel caso della nautica si tratta di un’attività stagionale che se compromessa, restando sospese le attività preparatorie private, rischia di far saltare le economie dell’intero anno per coloro che vi operano. Nei porti abbiamo bisogno al più presto, Presidente Conte, della presenza degli utenti finali della filiera nautica, senza i quali se si protrae il blocco per altri 10 giorni, la sopravvivenza stessa del comparto verrebbe ulteriormente messa a rischio.

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Riguardo agli spostamenti tra regioni ho il dovere di chiedere una deroga alla bozza delle disposizioni del prossimo DPCM in quanto abbiamo alcune migliaia di diportisti che risiedono fuori regione rispetto al luogo di ormeggio delle imbarcazioni. Le attività di navigazione dei nuclei familiari conviventi non aumentano il rischio di contagio e quindi, se la navigazione fuori regione di residenza fosse contingentata ai soli nuclei familiari conviventi, limitando le attività di tipo terrestre nelle immediate vicinanze della propria imbarcazione ai soli fini di carico e scarico dall’auto delle attrezzature e dei beni necessari all’uso della barca, avremmo così risolto la problematica sanitaria ed attuato un dispositivo chiaro. Una soluzione quella che mi permetto di suggerire, che supererebbe discriminazioni tra gli utenti in quanto impedire l’accesso alle barche ormeggiate fuori regione di residenza sarebbe una penalizzazione, soprattutto per la Liguria e le regioni del sud. Confidando come sempre nella continuazione dei consolidati ed efficaci rapporti in essere con Lei ed il suo team La ringrazio a nome di tutti i 2 milioni di donne e di uomini che a vario titolo vanno per mare e che Unioncamere tutela grazie al  braccio operativo di Assonautica Italiana. Alfredo Malcarne”. 
 

Fonte : Today