Agricoltura in crisi, il Campidoglio lavora al rilancio: “Al via un piano strategico agroalimentare”

Roma è il Comune agricolo più grande d’Europa. Nel suo territorio sono infatti ben 50mila gli ettari che vengono coltivati. Un primato invidiabile che, inevitabilmente, genera anche importanti responsabilità per chi ha il compito di amministrare la Capitale.

Il Piano strategico del Campidoglio

Per cercare di rilanciare un settore che, ancor prima dell’avvento del nuovo Coronavirus, versava in condizioni difficili, il Campidoglio ha deciso di puntare sul coinvolgimento e sull’innovazione. “Abbiamo avviato la stesura del Piano Strategico Agroalimentare di Roma Capitale” ha annunciato l’assessore al commercio Carlo Cafarotti. Servirà a “valorizzare tutta la filiera di settore, dalle fasi di coltivazione e allevamento a quelle di produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione” e contribuirà anche “a definire finalmente una FoodPolicy per la capitale”. 

Il Comune più agricolo d’Europa

“Programmare il potenziamento dell’agrifood è un atto dovuto per una città come la nostra”ha riconosciuto l’assessore Cafarotti. D’altra parte anche l’amministrazione cittadina contribuisce in maniera sostanziale a rendere Roma il comune più agricolo del vecchio continente. Sui 50mila ettari coltivati, quasi il 5% è infatti di proprietà capitolina. L’azienda agricola Castel di Guido e la Tenuta del Cavaliere, si estendono complessivamente su una superficie di 2300 ettari.

Un lavoro partecipato

“Già dal prossimo mese di maggio, partiranno i tavoli di lavoro partecipati da Università, Associazioni di categoria, stakeholder e operatori, che si confronteranno sui temi portanti” ha annunciato l’assessore Cafarotti. Si lavorerà per sostenere le filiere agricole tradizionali, per favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo della filiera corta. “L’imperativo – ha chiarito Cafarotti – è quello di mettere a sistema la produzione per accrescere il valore dell’intero settore, sia attribuendo marchi di qualità per certificare le eccellenze locali, sia con azioni mirate per renderlo visibile e competitivo”. 

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Le sfide da cogliere

C’è un’altra questione che sarà affrontata, tra poche settimane, con il piano strategico annunciato dal Campidoglio. “Dobbiamo ottimizzare la produzione di cibo, nel rispetto della cura dell’ambiente – ha ricordato Cafarotti- e ciò è ancor più vero alla luce degli stravolgimenti planetari causati dall’epidemia Covid-19”. Sarà necessario anche affrontare le nuove sfide che, il nuovo Coronavirus, inevitabilmente determinerà. La strada non è in discesa. Ma non è possibile pensare di sottrarvisi. La ricchezza agroalimentare della Capitale è un patrimonio che va preservato.

Fonte : Roma Today