Coronavirus e fase 2: quanto ci costeranno le mascherine?

L’attesa è tutta per il 4 maggio, quando ripartiranno la maggior parte delle imprese, quando sarà possibile uscire di casa con meno limitazioni – rispettando tutta una serie di indicazioni. Non sarà un “liberi tutti”, ma un inizio di convivenza sociale con il virus, sperando che i numeri del contagio continueranno a scendere. Le mascherine diventeranno la norma, lo sono già diventate. Se due mesi fa ci avessero detto che per mesi, forse anni, avremmo indossato una mascherina per quasi tutte le attività fuori casa, non ci avremmo probabilmente creduto. Invece è così, e il costo delle mascherine è un tema di strettissima attualità. 

Il commissario Domenico Arcuri, commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza COVID-19, ieri ha sottolineato che almeno su questo fronte l’Italia è pronta. Sono già stati distribuiti 138 milioni di mascherine e le Regioni ne hanno in magazzino 47 milioni per sanità, parasanità, servizi pubblici essenziali, forze di polizia. I dispositivi verranno anche distribuiti a pubbliche amministrazioni, aziende dei trasporti pubblici e Rsa ma si lavora alacremente per fare in modo che tutti i cittadini possano averle, visto che il governo non ha ancora escluso la possibilità di renderle obbligatorie nei luoghi pubblici.

Quanto costeranno? Il prezzo sarà fisso, calmierato, senza differenze territoriali, ha detto Arcuri, sia per quanto riguarda la vendita sia per quanto riguarda l’aliquota fiscale. Una delle ipotesi emersa nei giorni scorsi è che sia di al massimo 90 centesimi a mascherina (quelle chirurgiche, le più diffuse). Non mancano purtroppo le truffe e le speculazioni. Se online si trovano anche a 50 centesimi, in farmacia costano 2 euro circa in molte città. Troppo, se si pensa che andranno cambiate spesso, dopo 8 ore di utilizzo. In alcune regioni ci sono già iniziative per distribuire mascherine gratis alle famiglie in difficoltà economica o, in alcuni casi, a tutta la cittadinanza.

Sarà direttamente lo Stato a produrle. Un accordo è già stato siglato: due imprese realizzeranno 51 macchinari che il governo acquisterà e installerà in strutture pubbliche. La produzione iniziale sarebbe tra le 400mila e le 800mila al giorno, per arrivare fino a 25 milioni. Le mascherine negli ultimi giorni sono più facili da reperire. Ancora a inizio aprile, Altroconsumo aveva preso contatto con ben 122 farmacie e parafarmacie di otto città italiane: Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, chiedendo della disponibilità di mascherine, del prezzo e del tipo di dispositivo: era emerso come la fornitura fosse ancora ben lontana dall’essere capillare.

I respiratori FFP2 senza valvola costano invece tra i 5 e i 15 euro, un prezzo molto alto. Una novità che sta prendendo piede sono le mascherine in tessuto (lavabili e riutilizzabili), già presenti in un terzo dei punti vendita tra farmacie e parafarmacie. I prezzi di questo tipo di prodotto variano dai 2 ai 22 euro.

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“Dare indicazioni chiare e inequivoche sul corretto utilizzo delle mascherine alla popolazione e ai lavoratori, assicurando disponibilità nelle farmacie ad un prezzo fisso calmierato”. A chiederlo, in un documento indirizzato al premier Giuseppe Conte, sono i sindaci italiani di comuni capoluogo di città metropolitane.

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Fonte : Today