Coronavirus, test sierologici anche alla Polizia Locale: paga la Regione Lazio

Sarà la Regione Lazio a finanziare i costi per eseguire test sierologici anche agli appartenenti della Polizia Locale di Roma Capitale. Al pari degli operatori sanitari e degli uomini che fanno capo alle altre forze dell’ordine, anche i Vigili potranno beneficiarne.

La vicenda

L’intenzione di far eseguire il check sierologico anche alla Polizia Locale era già stata annunciata dal vicegovernatore del Lazio Daniele Leodori. Tuttavia, nelle ultime ore, aveva suscitato polemiche il mancato inserimento del corpo tra quelli che, nella delibera regionale, erano indicati come beneficiari della misura. L’assessore alla Sanità Alessio D’amato, nel dare notizia dell’avvio delle “procedure di evidenza pubblica per l’acquisto dei 300mila kit diagnostici” aveva stilato anche l’elenco dei corpi che ne avrebbero fruitio. È la più grande indagine epidemiologica che verrà svolta nel nostro Paese.

I campioni saranno tutti informatizzati e conservati presso la Bio-banca dell’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani. Una volta espletate le procedure di gara si partirà con i test a tutti gli operatori del Servizio sanitario e agli operatori della nostra regione delle Forze dell’Ordine che hanno aderito a questa indagine epidemiologica” e che l’assessore alla Sanità aveva indicato essere l”Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria, Esercito ‘Strade Sicure’, Guardia di Finanza e Guardia Costiera”. Nell’elenco, dunque, non era stato inserito il corpo della Polizia Locale.

Immediata era stata la reazione del Comandante Antonio Di Maggio. E’ “da un anno che lavoro senza percepire alcun compenso” aveva ricordato il numero uno dei Vigili urbani di Roma, ma “non esiterò a destinare parte della mia pensione per far eseguire tutti i test necessari agli appartenenti al Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale presso laboratori o strutture private”.

Le proteste dei sindacati

Alle dichiarazioni del Comandante Di Maggio erano seguite le reazioni dei sindacati. “Registriamo a malincuore l’ennesimo schiaffo alla categoria, uno schiaffo che addolora ancora di piú, perché proveniente dalle istituzioni regionali, le stesse che hanno competenza costituzionale in materia di Polizia Locale. Non sfugge al personale, e persino ai cittadini – ha sottolineato Marco Milani, Coordinatore Romano dell’UGL Polizia Locale Marco Milani –  il contributo importante che i caschi bianchi stanno profondendo nella battaglia comune all’emergenza Covid. Solo a Roma i 300 posti di controllo quotidiani, per ogni turno di servizio, hanno prodotto oltre 800000 interventi dall’ inizio dell’ emergenza”.

Da parte del sindacato Sulpl Roma – Diccap Roma è stata invece espressa solidarietà al numero uno della Polizia Locale al quale è stato anche chiesto  “di non pagare di tasca sua i test per gli appartenenti al Corpo presso strutture private la ricerca del nuovo Coronavirus”. Il sindacato dei vigili capitolini aveva esortato inoltre di Maggio a farli “sborsare al Comune di Roma”. Ma non sarà necessario perché, dall’ente presieduto da Zingaretti, è arrivato subito il chiarimento.

Paga la Regione

“Come già reso noto dal 18 Aprile – si legge in una nota inviata dagli uffici di via Rosa Raimondi Garibaldi –  la Regione Lazio sta predisponendo un protocollo con Anci Lazio e Upi Lazio affinché i Comuni e Province, a spese della Regione e nel rispetto delle necessarie indicazioni sanitarie, effettuino i test sierologici a tutti i componenti dei corpi di Polizia locale e provinciale della Regione Lazio”.

Il ruolo del Campidoglio

Il giallo è quindi risolto. I vigili potranno effettuare i testi che, come precedentemente annunciato dal vicegovernatore Leodori “saranno eseguiti direttamente dai datori di lavoro in apposite strutture autorizzate e la Regione rimborserà le spese sostenute”. Perché questa possibilità diventi concreta, è stato però precisato, è necessario un lavoro di squadra. A Roma Capitale infatti viene esplicitamente chiesto di “mettere da parte le dinamiche burocratiche, come ben sa l’assessore competente” giacchè, viene sottolineato nella nota della Regione “il piano prevede il pieno coinvolgimento della giunta Raggi”. Ogni ente dovrà quindi fare la propria parte per consentire al personale della Polizia locale, di svolgere al meglio ed in totale sicurezza il proprio lavoro. Dopotutto, i casi di contagio tra gli agenti in servizio, dal Tuscolano ad Ostia, non sono finora mancati.

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Cosa prevede il test

Il ricorso al test sierologico serve a verificare come è circolato il virus in determinati contesti. Su base volontaria, agli operatori delle forze dell’ordine, viene eseguita l’indagine e, in caso di riscontro positivo alle immunoglobuline G (IgG) si procede con lo step successivo: il tampone naso faringeo. Se anche questo dovesse risultare postivo, il soggetto viene posto in isolamento, con segnalazione al medico curante.
 

Fonte : Roma Today