Come digitalizzare, ritoccare e colorare le vecchie foto

Tanto tempo da spendere e un archivio di memorie fotografiche da salvare (e aggiustare?): ecco tutte le dritte

colorare vecchie foto(Foto: Pixabay)

Con la permanenza forzata in casa si ha tanto tempo libero da occupare. Non a caso i videogiochi stanno spopolando, ma per spendere al meglio questa grande quantità di ore a disposizione c’è chi sta giustamente riprendendo attività e compiti lasciati in sospeso da mesi se non anni. Tra questi spicca sicuramente il digitalizzare l’archivio fotografico di famiglia per mettere al sicuro i ricordi vecchi anche di un secolo, eredità delle passate generazioni. E perché non sfruttare la chance non solo per scansionare le foto, ma anche per ritoccarle e ridare nuova vita colorandole quando sono in bianco e nero? Abbiamo selezionato una serie di risorse per sistemare le vecchie foto, eccole.

Digitalizzare

Per digitalizzare vecchie foto si hanno due opzioni. La prima è quella che offre il risultato migliore ossia lo scanner, la periferica che cattura l’immagine ad altissima risoluzione creando subito un file sul computer.

Se non si ha questo dispositivo a casa, si può sfruttare la macchina fotografica – meglio reflex – o anche lo smartphone. Si dovrà poggiare la foto su una superficie piana e creare un’illuminazione la più uniforme possibile. Dunque, scattare una foto alla foto. Per un risultato perfetto, è consigliabile la luce solare, piazzando la fotografia su un supporto inclinato o perpendicolare al suolo e posizionandosi in modo tale da non creare ombre, poggiando la fotocamera su un cavalletto (o, comunque, su un piano), dunque optare per l’autoscatto così da eliminare effetti mossi e avere una definizione più che accettabile.

scanner diapositive(Foto: Jumbl)

Per quanto riguarda le diapositive o pellicole, invece, si hanno due vie. Il primo è di passare attraverso gli appositi scanner come quelli che si trovano online (anche in questo momento, sono acquistabili) con spese da circa 60 euro in su: si collegano al pc e digitalizzano al volo e/o salvando su chiavetta o sd card.

Il secondo è sfruttare una fotocamera digitale, meglio reflex, in ultima spiaggia anche lo smartphone. Si poggia il film su una superficie ben illuminata (come un ripiano opaco con dietro una sorgente luminosa) e si scatta in modalità macro.

Già soltanto questo primo passo può richiedere ore e ore, se non giorni. Una volta passate tutte le fotografie in digitale, si è pronti per il passo successivo, quello del ritocco.

Ritoccare

Partiamo da un presupposto fondamentale: per ritocco non si intende necessariamente cancellare le occhiaie e sollevare gli zigomi dalla trisavola oppure raddrizzare il sorriso del prozio. Si tratta più che altro di correggere tutti quegli elementi come pieghe o parti danneggiate della fotografia che, in quanto oggetto tangibile e prodotto da reazione chimica, può aver patito decenni e decenni di vita e manipolazione. Inoltre, si può migliorare lo scatto con piccoli accorgimenti che elencheremo qui sotto.

Secondo presupposto: creare sempre (almeno) due file di ogni fotografia, uno originale e immacolato per referenza e archivio e l’altro da ritoccare.

aggiusta colore(Foto: Adobe)

Qualsiasi software si stia utilizzando, da Photoshop a Gimp passando dalle varie alternative, ecco una serie di consigli pratici aperti anche a chi non mastica troppa informatica:

Ritagliare: molte immagini hanno sfondo, pavimento o comunque spazio non necessario che si può ritagliare con un crop migliorando peraltro il frame. Spesso, pieghe, danni e difetti della fotografia si trovano sugli spigoli o sui bordi e non compromettono il vero fulcro quindi si possono direttamente eliminare.

Raddrizzare: allo stesso modo, spesso l’inquadratura è storta e si può notare dall’orizzonte, specchio d’acqua o linee prospettiche. Si può dunque ruotare fino a trovare l’equilibrio.

Elimina rumore e piccoli difetti: con Photoshop (ma anche app alternative) il cui abbonamento mensile parte da 12,19 euro ci sono sempre filtri preimpostati come quello noto come Dust & Scratches ossia Polvere e grana che va automaticamente a riconoscere e eliminare rumore dovuto all’età della fotografia e piccoli graffi.

Correggere manualmente difetti: volendo, si può operare in manuale zoomando al massimo, campionando colore vicino all’area interessata e agendo con precisione e cautela quasi pixel per pixel. In Photoshop e similari ci sono diversi strumenti molto utili come il Pennello correttivo al volo (cerotto) che si concentra su piccole aree “ricoprendo” seguendo lo sfondo e eliminando elementi (come le rughe dei vip), persino persone; fa tutto da solo, basta selezionare l’area desiderata et voilà.

(Foto: Adobe)

Il secondo strumento è Toppa per isolare una porzione da sistemare in modo cromatico e Timbro clone per copiare una parte di un livello replicandola in un’altra area dello stesso.

Aggiustare la luce: il punto più delicato. Inutile nascondere che questa abilità divide ritoccatori professionisti (che lo praticano e studiano da anni, per mestiere) da quelli amatoriali, ma dedicandosi la nostra guida a chi appartiene al secondo insieme, cerchiamo di isolare pochi e semplici comandi da imparare.

Adobe ha predisposto un piccolo tutorial ufficiale per principianti che spiega più nel dettaglio e che consigliamo. Per gli strumenti automatici si passa da Immagine poi si può scegliere Contrasto automatico che appunto sistema il contrasto o Colore automatico che agisce su un colore predominante (tipo il giallo sbiadito), infine suggeriamo Immagine > Regolazioni > Equalizza per bilanciare i valori della luminosità e completare l’iter più semplice.

Colorare

Arriviamo al punto finale ossia come colorare vecchie foto. Tutto ciò che si è suggerito in precedenza è valido e necessario dal digitalizzare al ritoccare per esempio danni o imperfezioni, anche se in bianco e nero. Con il file sistemato, si può provare a colorarlo. Anche in questo caso ci sono strumenti per principianti e per utenti più esperti.

colorize app(Foto: Colorize)

Ci sono diverse applicazioni per smartphone che possono colorare in modo automatico con risultati più che accettabili dato che sfruttano il machine learning. Su iPhone c’è Colorize che è gratis in prova per tre giorni poi costa 4,99 euro al mese (se si vuole), ma occhio che abbassa la risoluzione finale. Su Android c’è Colorize Images che suggeriamo perché consente di impostare alcuni parametri sul colore manualmente; anche questa app è gratis in download ma richiede un piccolo abbonamento, una spesa accettabile che parte da 99 centesimi per 8 ore d’uso a 30,99 euro illimitato.

Tra gli strumenti online spicca ColouriseSg che fa parte di un progetto governativo di Singapore e che offre davvero eccellenti risultati garantendo peraltro di non condividere le foto trattate. In alternativa c’è il noto MyHeritage che garantisce più sfumature (meno per l’incarnato) ma appone una filigrana. Altra soluzione e Algorithmia.

colourise(Foto: ColouriseSg)

Passando da Photoshop, c’è un apposito strumento in Elements passando da Migliora > Colora foto. Dopo aver agito in automatico si può ritoccare scegliendo Manuale dunque Selezione Rapida o Bacchetta magica per selezionare un’area specifica e modificare il colore attraverso il tool Goccia che apre una palette di colori da scegliere e applicare per i dettagli.

Infine, si può colorare foto in manuale e va da sé che è la scelta più complessa. Semplificando al massimo, con lo strumento lazo si seleziona l’area più o meno grande da colorare poi command+j o ctrl+j per creare un livello specifico, aprire il menu Immagine > Regolazioni per agendo manualmente sulle tonalità e saturazione. Con lo strumento gomma si può levigare l’eccesso di colore. Per esempio, per l’incarnato i valori suggeriti sono rosso +50, verde -15 e blu -40 mentre per le labbra rosso +40, verde -15 e blu 0.

Fonte : Wired