Il leader nordcoreano Kim Jong-un dà segni di vita

Nei giorni scorsi, resoconti di stampa lo davano in fin di vita. L’uomo forte di Pyongyang ha risposto a una lettera del presidente siriano Bashar al-Assad. Per i militari Usa, Kim è ancora al comando. Il regime nordcoreano continua a negare casi di coronavirus nel Paese.

Pyongyang (AsiaNews/Agenzie) – Il leader nordcoreano Kim Jong-un dà segni di vita. Alcuni resoconti di stampa lo davano in fin di vita. Ieri la Kcna, l’agenzia di stampa del regime, ha rivelato che l’uomo forte di Pyongyang ha risposto a una missiva del presidente siriano Bashar al-Assad.  Nei giorni scorsi, il leader di Damasco si era congratulato con Kim per i 108 anni dalla nascita di suo nonno Kim Il-sung, il fondatore della Corea del Nord.

La Cnn, citando un fonte anonima all’interno del governo degli Stati Uniti, ha riportato il 20 aprile che Kim si trova in “grave pericolo” dopo un’operazione chirurgica. La girandola di notizie è cominciata con un articolo di Daily NK, secondo il quale il leader di Pyongyang ha subito il 12 aprile un intervento cardiovascolare.

Kim non compare in pubblico dall’11 aprile, quando ha presieduto una riunione di alto livello del Partito dei lavoratori, che governa la Corea del Nord dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Il governo sudcoreano ha negato che Kim abbia seri problemi di salute. In un primo momento, l’amministrazione Trump ha detto di non avere informazioni sulla questione. Ieri, però, il generale John Hyten, vice capo dello Stato maggiore congiunto Usa, ha dichiarato che Kim risulta essere in pieno controllo delle Forze armate.

Le voci sulle condizioni di Kim arrivano nel pieno della pandemia di coronavirus. Tra lo scetticismo degli osservatori esterni, Pyongyang continua a sostenere che nel Paese non vi sono casi di contagio. Daily NK, che ha sede a Seoul ed è legato al ministero per l’Unificazione sudcoreano, scrive che un cittadino nordcoreano, trovato positivo al Covid-19, è in quarantena in un ospedale nella provincia cinese di Jilin. Il 20 aprile, mentre cercava di attraversare il confine, l’uomo è stato fermato dalle guardie cinesi di frontiera .

Nel frattempo, gruppi umanitari sudcoreani hanno ricevuto il via libera dal governo di Seoul per inviare materiale sanitario al Nord. Si tratta di protezioni (guanti, abiti e mascherine) per combattere l’infezione polmonare.

Fonte : Asia