Milano, nuovi indagati per la strage al Pio Albergo Trivulzio: “Anziani continuano a morire”

Si allarga l’inchiesta delle Procura di Milano sul Pio Albergo Trivulzio, la storica casa di riposo milanese dove decine di persone hanno perso la vita con i sintomi del covid-19. Gli inquirenti milanesi avrebbero indagato, oltre al direttore generale Giuseppe Calicchio e all’ente stesso, anche altri membri delle direzione della struttura. Le ipotesi di reato sono epidemia e omicidio colposi. Dopo le perquisizioni dei giorni scorsi, quando la finanza ha acquisito una grande quantità di documenti, era già emersa la possibilità di altre iscrizioni nel registro degli indagati tra i manager sanitari e amministrativi.

Nuovi indagati al Pio Albergo Trivulzio, report non aggiornati da giorni

La struttura intanto ha smesso di fornire report aggiornati della situazione. Da almeno cinque giorni il Pat non pubblica sul suo sito il bollettino quotidiano per aggiornare sulla situazione di malati e contagi di coronavirus nei reparti. L’agenzia Ansa ha raccolto le testimonianze di lavoratori che spiegano: “La situazione dentro resta grave, gli anziani continuano a morire”. In uno dei reparti sarebbero risultati positivi 20 anziani su 25. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno effettuato una perquisizione in un’altra casa di riposo milanese, la Rsa ‘Monsignor Bicchierai’, che fa parte dell’Istituto Auxologico. Nell’ambito di uno degli oltre 20 fascicoli aperti dalla Procura milanese sulle presunte irregolarità nella gestione delle case di riposo che avrebbero favorito la diffusione del virus.

I parenti delle vittime: Si sarebbero potute controllare le infezioni e i decessi

“Ci sono Rsa, anche a Milano dove le morti e i contagi sono a zero. Questo vuol dire che adottando le misure di sicurezza corrette e tenendo conto della fragilità degli anziani, si sarebbero potute controllare le infezioni e i decessi”, ha commentato Alessandro Azzoni, fondatore del ‘Comitato giustizia e verita’ per le vittime del Trivulzio’, dopo la diffusione dei dati dell’Oms sulla portata del contagio in Europa . Il comitato “non vuole vendetta, è una questione di dignità, di giustizia, di verità e di memoria. Non vorremmo che i nostri anziani venissero considerati solo una riga di bilancio nelle casse regionali”.

Fonte : Fanpage