Lupin III e gli altri: 5 live-action di manga e anime da vedere

Il recente adattamento in una versione animata, che rivisitava tramite la CGI l’iconico character design di Lupin III e della sua banda, non ha visto la luce delle sale italiane in seguito all’emergenza Coronavirus. Per tutti gli appassionati del leggendario personaggio rimasti a bocca asciutta, un modo per alleggerire l’attesa viene dato stasera da RAI4 che propone in prima serata, alle 21.20, il live-action realizzato nel 2014 dal regista di culto Ryuhei Kitamura, apprezzato anche sulle nostre pagine come potete leggere nella recensione di Lupin III – Il Film.
In occasione della trasmissione televisiva abbiamo deciso di porre l’accento su altre operazioni simili partorite in terra nipponica, ossia trasposizioni in carne e ossa di amati franchise nati in forma di manga e anime e arrivati con tutta la loro prorompente carica sul grande schermo, indicandovi per alcuni di questi le piattaforme su cui sono disponibili.

Tokyo Tribe (Chili, GooglePlay, Rakuten)

In un prossimo futuro Tokyo è suddivisa in zone, controllate ciascuna da gang rivali. La più temuta e crudele, che fa capo allo spietato Lord Buppa, controlla il giro della prostituzione e rapisce ragazze di altri clan. Il figlio maggiore del tirannico leader ha un conto in sospeso con la pacifica banda di Kai e ha tutte le intenzioni di scatenare una vera e propria guerra.
L’arrivo della bella Erika, figlia di un boss straniero che viene catturata proprio dagli uomini di Buppa, finisce per innescare la scintilla che darà il via all’esplosivo conflitto, e tutte le tribù di Tokyo dovranno unire le forze per eliminare una volta per tutte il malefico villain.

Dal manga di Inoue Santa, il regista di culto Sion Sono realizza un’opera stravagante e incontenibile, ricchissima di personaggi e situazioni. Un musical schizzato e visivamente affascinante che attraverso gli stilemi della cultura hip-hop ci trascina in una storia che guarda (e non poco) a grandi classici del genere “urbano” come I guerrieri della notte (1979) e trova un raffinato equilibrio tra le immagini e la colonna sonora. Un mix pop che offre sorprese e colpi di scena in serie senza mai adagiarsi sugli allori.

20th Century Boys

Kenji, proprietario di un mini market, si prende cura dell’anziana madre e della nipotina Kana. Un giorno l’uomo riceve la tragica notizia del suicidio di un suo amico d’infanzia, Donkey, scoprendo come questi fosse legato a una misteriosa setta guidata da un personaggio conosciuto come l’Amico e che prospetta l’imminente fine del mondo.
Mentre diversi attentati cominciano ad avvenire in ogni angolo del pianeta, un’epidemia letale di origine sconosciuta si diffonde dissanguando le proprie vittime, e Kenji e altri suoi vecchi compagni di scuola scoprono come quanto stia accadendo ricalchi pari-passo il Libro delle Profezie, un tomo da loro scritto alle elementari.

Purtroppo ancora inedita nel mercato italiano, la trilogia tratta dall’osannato manga di Naoki Urasawa (questo sì disponibile anche da noi) è il perfetto esempio di come realizzare un live-action rispettoso della fonte originaria e spettacolare dal punto di vista cinematografico. Sette ore di visione complessiva che offrono emozioni e colpi di scena continui, tra un’azione avvincente e pseudo-epica e una leggerezza che si ammanta di complesse sfumature nel corso dell’evoluzione dei sempre più rocamboleschi eventi.

City Hunter – Il film

Il detective privato Ryo Saeba e la sua collega/partner Kaori Makimura vengono assunti da un ricco uomo d’affari giapponese per rintracciare la figlia, scappata di casa quando ha scoperto che il genitore era prossimo a risposarsi. La ragazza è riuscita a ottenere l’invito a una crociera per personaggi facoltosi, alla quale prende parte anche Kaori in compagnia di un viscido cugino che ha intenzione di portarla all’altare.
Tra i passeggeri vi sono anche un abilissimo truffatore e due sexy poliziotte, ma nessuno sa che a bordo ha messo piede uno spietato gruppo di terroristi, intenzionato a prendere il controllo della nave e a chiedere un cospicuo riscatto per la liberazione degli ostaggi. Ryo si trova così ad affrontare una missione ben più pericolosa del previsto e a mettere in campo tutte le abilità guadagnate in anni di esperienza.

Un adattamento atipico che si discosta non poco dall’originale, comunque in grado di offrire i suoi momenti di divertimento in piena salsa scult: City Hunter – Il film però propende su una comicità esasperata dal taglio demenziale, in un calderone di gag e battute dove l’amatissimo Jackie Chan – scelta quanto mai inusuale per il personaggio di Ryo – innesca un’apoteosi action a sfondo parodico che suscita plauso e risate in egual misura.

Space Battleship Yamato (Prime Video, VVVVID)

La Corazzata Spaziale Yamato e il suo equipaggio sono rimasti l’ultima speranza dell’umanità. La missione dell’astronave è quella di raggiungere il pianeta Iskandar, sul quale rinvenire un congegno in grado di eliminare le radiazioni dalla Terra e aumentare così le possibilità di sopravvivenza. Ovviamente non tutto sarà così semplice e la ciurma dovrà affrontare mille insidie e pericoli, tra gesta di coraggio ed estremo sacrificio, per riuscire nel proprio intento.

Dalla mitica opera di Leiji Matsumoto prende vita un adattamento imperfetto che comunque diverte ed emoziona nello stoico tentativo di trasportare l’essenza della fonte originaria su grande schermo. Un’impresa riuscita a metà che mostra qualche pecca nella fase narrativa e condensa sin troppo la storia, con una resa estetica in CG di livello altalenante, che però compensa il tutto con diverse sequenze suggestive e spettacolari e un’avvolgente colonna sonora.
Pur lontano dall’eccellenza, Space Battleship Yamato rimane un live-action consigliato in particolar modo ai fan dell’anime ma discretamente godibile anche da un pubblico di neofiti.

Little Sister (Chili, GooglePlay, Rakuten)

Le sorelle Sachi, Yoshino e Chika vengono a sapere della morte del padre, con il quale non avevano rapporti da anni dopo che l’uomo aveva abbandonato la famiglia per costruirsene un’altra. Le ragazze si recano al funerale del genitore, dove conoscono per la prima volta la sorellastra quattordicenne Suzu Azano.
Quest’ultima vive con la matrigna e un fratellastro e, notando la sua tristezza, al termine della cerimonia Sachi propone a Suzu di trasferirsi a vivere da loro. Suzu accetta con felicità l’inaspettata offerta e per la prima volta nella sua vita inizia a sentirsi amata, dovendo affrontare gioie e dolori della sua complicata età.

Anche i grandi autori si cimentano con i live-action tratti da opere animate o fumettistiche, basti pensare al già citato Sion Sono con Himizu (2011) o al prolifico Takashi Miike, dove tra i suoi adattamenti più riusciti brilla sicuramente quello di Ichi the Killer (2001).
In quest’occasione abbiamo scelto di concentrarci sulla trasposizione del manga Our Little Sister – Diario di Kamakura di Akimi Yoshida realizzata nel 2015 dal maestro giapponese Hirokazu Kore’eda. Un film piccolo e prezioso, ricco di emozioni sincere e genuine che emergono nel corso delle due ore di visione nella creazione di legami personali pieni di tenerezza e momenti più sofferti, in grado di rasserenare lo spettatore con una storia e relativa messa in scena capaci di esplorare il senso della vita in maniera fresca e sublime.

Fonte : Everyeye