E-commerce, il Tar blocca la liberalizzazione delle consegne a domicilio

Il Tar della Lombardia ha comunicato di aver accolto l’istanza con la quale nei giorni scorsi Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil hanno chiesto l’immediata interruzione delle attività di e-commerce che le ordinanze di Regione Lombardia avevano nei fatti deregolamentato e reso libere in contrasto con i decreti del governo con i quali si sono limitate una serie di attività produttive per contenere la diffusione del virus.

Lo rendono noto i sindacati in nota congiunta. Secondo il decreto del Tar “l’ordinanza avrebbe disatteso i propositi enunciati e ponendosi in contrasto con la normativa emergenziale ampliando, anziché restringere, le attività consentite, autorizzando il commercio al dettaglio di tutte le merci, a fronte del decreto del Governo che limitava il commercio solo a precisate categorie merceologiche ritenute essenziali o strategiche.

Accolta quindi la posizione dei sindacati che denunciavano come la misura regionale incidesse negativamente sul diritto alla salute dei lavoratori. Al punto 3 dell’art. 1 dell’ordinanza regionale si leggeva infatti della completa liberalizzazione delle consegne a domicilio, senza alcuna distinzione tra il recapito di suppellettili e la consegna di mascherine. 

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La paura dei sindacati è quella che i magazzini della logistica si possano trasformare in focolai di diffusione del virus, vanificando gli sforzi sanitari e i sacrifici a cui le comunità si stanno ancora piegando.

Fonte : Today