La fuga di migliaia di afgani dall’Iran

La diffusione del nuovo coronavirus ha causato un rovesciamento paradossale dei flussi migratori tra l’Afghanistan e l’Iran. Dal 1 gennaio all’11 aprile, scrive il New York Times citando i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, 243mila afgani sono tornati nel loro paese dall’Iran. Molti avevano abbandonato le loro case negli anni precedenti per via della guerra o in cerca di opportunità di lavoro migliori nel paese vicino.

L’Iran è stato uno dei primi paesi del Medio Oriente a registrare un alto numero di contagi e di vittime per il covid-19, e la paura del contagio ha spinto migliaia di afgani a rientrare. In un mercoledì di marzo 11.627 persone hanno varcato il confine iraniano per tornare nella provincia afgana di Herat, mentre la media è di 2.500 al giorno.

Nonostante i tentativi di imporre il distanziamento e migliorare le condizioni igieniche, “le autorità locali afgane si preparano, con le scarse risorse a loro disposizione, non solo ad affrontare un’impennata delle morti per covid-19 ma anche alle conseguenze economiche della chiusura dei negozi e degli uffici pubblici”. Abdul Qayum Rahimi, governatore della provincia di Herat fino alla prima settimana di aprile, ha detto al New York Times: “La guerra è stata un colpo per l’economia, ma i combattimenti non avevano fermato i commerci. Il virus invece ha bloccato tutto”.

Non sono solo le fasce più povere della popolazione a essere vulnerabili. Circa quaranta persone che lavorano nel palazzo presidenziale sono risultate positive al virus, e il presidente Ashraf Ghani si è messo in isolamento volontario.

Secondo la rete locale Tolo News, l’Afghanistan ha registrato 1.226 contagi, con 40 morti.

Fonte : Internazionale