Coronavirus, quante sono (davvero) le persone sottoposte al tampone

In Italia dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus sono stati effettuati complessivamente più di un milione e mezzo di tamponi. Questo dato tuttavia comprende anche i “tamponi di controllo”, ovvero i tamponi eseguiti sulle persone in via di guarigione per accertarne la negativizzazione, e dunque non è utile per comprendere quante persone sono state realmente sottoposte al test. Dal 19 aprile, come evidenziato da YouTrend, la Protezione Civile ha iniziato a fornire anche il numero totale dei casi testati sia a livello nazionale che regionale.

Dai dati contenuti nell’ultimo bollettino, il numero totale dei casi testati – ovvero delle persone che sono state sottoposte almeno una volta a tampone – è di oltre un milione, pari a circa i 2/3 dei tamponi totali. In sostanza un terzo dei tamponi è stato effettuato su persone già testate (grafico in basso).

(Se navigando da mobile non riuscite a vedere i grafici provate a ricaricare la pagina cliccando qui). 

Se parliamo di numeri assoluti, la regione che ha fatto più test è la Lombardia (184mila casi testati e 290mila tamponi totali), seguita dal Veneto (171mila casi testati e 277mila tamponi totali). In fondo alla classifica troviamo invece Valle d’Aosta e Molise, con circa 4mila casi testati.

Se però si tiene conto della popolazione residente le cose cambiano. Il Veneto è di gran lunga la regione che ha testato più persone in rapporto alla popolazione (il 3,5% dei residenti). Oltre il 3% anche la Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Trento. In Friuli Venezia Giulia sono stati sottoposti al test il 2,7% dei residenti, in Lombardia e Piemonte il dato scende all’1,8%. Le persone che in rapporto alla popolazione hanno testato meno persone sono Campania e Lazio (dati elaborati da Today).

Altro dato interessante riguarda il rapporto tra il totale dei tamponi e i casi testati. Stando ai dati della Protezione Civile, nel Lazio il numero dei tamponi supera di circa 4 volte quello delle persone testate. In Lombardia e Veneto, così come in Piemonte ed altre regioni, la differenza è invece molto più contenuta. In Sicilia e Basilicata questi due numeri sono identici: dovremmo dedurne che finora non è stato effettuato alcun “tampone di controllo” per accertare la negativizzazione dei pazienti, ma in realtà è molto più probabile ipotizzare un errore o una mancata comunicazione dei dati.

 

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Fonte : Today