Papa: pregare per le famiglie che hanno fame e per gli usurai che se ne approfittano

“Pietro è stato capace di fare tutta questa strada da codardo a coraggioso con il dono dello Spirito Santo grazie alla preghiera di Gesù”. “Gesù prega anche per noi; prega davanti al Padre”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Pregare per le famiglie che hanno fame e per gli usurai che se ne approfittano. E’ l’invito alla preghiera col quale papa Francesco ha introdotto la messa celebrata stamattina a Casa Santa Marta. “In tante parti – ha detto – si sente uno degli effetti di questa pandemia: tante famiglie che hanno bisogno, fanno la fame e purtroppo li aiuta il gruppo degli usurai. Questa è un’altra pandemia. La pandemia sociale: famiglie di gente che ha un lavoro giornaliero o purtroppo un lavoro in nero che non possono lavorare e non hanno da mangiare … con figli. E poi gli usurai gli prendono il poco che hanno. Preghiamo. Preghiamo per queste famiglie, per quei tanti bambini di queste famiglie, per la dignità di queste famiglie e preghiamo anche per gli usurai: che il Signore tocchi il loro cuore e si convertano”.

Nell’omelia, il Papa ha commentato il passo degli Atti degli Apostoli(At 5,27-33)  nel quale Pietro alle minacce del sommo sacerdote che vuole proibirgli di insegnare al popolo, risponde che bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.

“Gli apostoli – ha ricordato – sono stati portati davanti al sinedrio, poi sono stati inviati in carcere, poi un angelo li ha liberati. E questa mattina, proprio quella mattina, dovevano uscire dal carcere per essere giudicati, ma erano stati liberati dall’angelo e predicavano nel Tempio”. Ma sono stati presi e portati nel sinedrio. “E lì, il sommo sacerdote li rimproverò: ‘Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? – cioè nel nome di Gesù – e voi, ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e anche volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo’, perché gli apostoli, Pietro soprattutto, rimproverava; Pietro e Giovanni rimproveravano ai dirigenti, ai sacerdoti, di aver ucciso Gesù”.

“E allora Pietro rispose insieme agli apostoli con quella storia: ‘Bisogna obbedire a Dio, noi siamo obbedienti a Dio e voi siete i colpevoli di questo’.  E accusa, ma con un coraggio, con una franchezza, che uno si domanda: ‘Ma questo è il Pietro che ha rinnegato Gesù? Quel Pietro che aveva tanta paura, quel Pietro che era pure un codardo? Come mai è arrivato qui?’. E finisce anche dicendo: ‘E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo che è con noi, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono’. Qual è stata la strada di questo Pietro per arrivare a questo punto, a questo coraggio, a questa franchezza, a esporsi? Perché lui poteva arrivare a dei compromessi e dire ai sacerdoti: ‘Ma state tranquilli, noi andremo, parleremo un po’ con un tono più basso, non vi accuseremo mai in pubblico, ma voi lasciateci in pace … ‘, e arrivare a dei compromessi”.

“Nella storia, la Chiesa ha dovuto fare questo tante volte per salvare il popolo di Dio. E tante volte, anche lo ha fatto per salvare se stessa – ma non la Santa Chiesa! – fino ai dirigenti. I compromessi possono essere buoni e possono essere cattivi. Ma loro potevano uscire dal compromesso? No, Pietro ha detto: ‘Niente compromesso. Voi siete i colpevoli’, e con questo coraggio. E come Pietro è arrivato a questo punto? Perché era un uomo entusiasta, un uomo che amava con forza, anche un uomo timoroso, un uomo che era aperto a Dio al punto che Dio gli rivela che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, ma poco dopo – subito – si lascia cadere nella tentazione di dire a Gesù: ‘No, Signore, per questa strada no: andiamo per l’altra’: la redenzione senza Croce. E Gesù gli dice: ‘Satana’. Un Pietro che passava dalla tentazione alla grazia, un Pietro che è capace di inginocchiarsi davanti a Gesù [e dire]: ‘Allontanati da me che sono peccatore’, e poi un Pietro che cerca di cavarsela senza farsi vedere e per non finire in carcere rinnega Gesù. È un Pietro instabile, ma perché era molto generoso e anche molto debole”.

“Qual è il segreto, qual è la forza che ha avuto Pietro per arrivare qui? C’è un versetto che ci aiuterà a capire questo. Prima della Passione, Gesù disse agli apostoli: ‘Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano’. È il momento della tentazione: ‘Sarete così, come il grano’. E a Pietro dice: ‘E io pregherò per te, perché la tua fede non venga meno’. È questo il segreto di Pietro: la preghiera di Gesù. Gesù prega per Pietro, perché la sua fede non venga meno e possa – dice Gesù – confermare nella fede i fratelli. Gesù prega per Pietro”.

“E questo che ha fatto Gesù con Pietro, lo fa con tutti noi. Gesù prega per noi; prega davanti al Padre. Noi siamo abituati a pregare Gesù perché ci dia questa grazia, quell’altra, ci aiuti, ma non siamo abituati a contemplare Gesù che fa vedere al Padre le piaghe, a Gesù, l’intercessore, a Gesù che prega per noi. E Pietro è stato capace di fare tutta questa strada da codardo a coraggioso con il dono dello Spirito Santo grazie alla preghiera di Gesù”.

“Pensiamo un po’ a questo. Rivolgiamoci a Gesù, ringraziando che Lui prega per noi. Per ognuno di noi Gesù prega. Gesù è l’intercessore. Gesù ha voluto portare con sé le piaghe per farle vedere al Padre. È il prezzo della nostra salvezza. Dobbiamo avere più fiducia; più che nelle nostre preghiere, nella preghiera di Gesù. ‘Signore, prega per me’ – ‘Ma io sono Dio, io posso darti … ‘ – ‘Si, ma prega per me, perché Tu sei l’intercessore’. E questo è il segreto di Pietro: ‘Pietro, io pregerò per te perché la tua fede non venga meno’. Che il Signore ci insegni a chiedergli la grazia di pregare per ognuno di noi”.

Fonte : Asia