Ostia, cognato di Roberto Spada gambizzato in strada: sul caso indaga l’antimafia

I pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma indagano sulla gambizzazione avvenuta a Ostia dove un uomo di 51 anni, cognato di Roberto Spada condannato in via definitiva a sei anni per la testata al giornalista della Rai Daniele Piervincenzi e nel maxi processo al clan, nato dall’operazione ‘Eclissi’, all’ergastolo in primo grado dalla Corte d’Assise, arrivato all’ospedale Grassi ha raccontato che mentre stava camminando, intorno alle 17, in via dei Forni è stato ferito a una gamba. 

Un altro capitolo ancora da chiarire nella criminalità sul litorale di Ostia. Il 51enne avrebbe raccontato di aver sentito all’improvviso un dolore alla gamba, di aver abbassato lo sguardo e visto il sangue.

Così è salito in macchina verso l’ospedale. Non avrebbe però aggiunto dettagli su chi l’ha ferito né quanti erano e, soprattutto, su un possibile movente che possa aver spinto qualcuno a premere il grilletto di giorno in un periodo in cui le strade sono controllate, per verificare il rispetto delle disposizioni per il contenimento del coronavirus. Le condizioni del ferito non sono gravi.

Gli investigatori hanno eseguito rilievi nel luogo indicato dall’uomo gambizzato, cercando elementi utili per far luce sulla vicenda e risalire al responsabile. Si scava anche nella vita dell’uomo per individuare se qualcuno potesse avercela con lui. Al momento non si esclude nessuna pista, ma l’ipotesi di un movente passionale sembra aver meno credito rispetto quella di un avvertimento. Un messaggio forte, di guerra tra clan, con destinatari Roberto e Carmine Spada, ora in carcere e fuori (almeno in teoria) dai giochi.

Non è la prima volta che una persona vicina al clan Spada diventa bersaglio di un agguato. Nel novembre del 2017 ignoti sparano diversi colpi di pistola, prima contro la porta di un appartamento di via Antonio Forni di un membro della famiglia Spada e poi contro un’auto in sosta in via Umberto Cagni.

Quello è l’ultimo episodio di violenza che accade ad Ostia per un bel po’. Sia per gli arresti dell’operazione Eclissi, sia perché viene siglata una ‘pax’, il cosiddetto “patto di Grottaferrata” che, con la benedizione di Salvatore Casamonica (che si faceva portavoce degli Spada) e di Fabrizio Piscitelli (portavoce del gruppo dei ‘napoletani’ capeggiato da Barboncino), sancisse lo stop alla guerra per portare avanti gli affari legati alla droga. Ora, con Casamonica in carcere e Diabolik morto ammazzato al Parco degli Acquedotti, quella pace potrebbe essere saltata. 

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Nel frattempo, all’alba di oggi, gli uomini della Finanza hanno confiscato i beni degli Spada, un tesoro da 18 milioni di euro. Il blitz è stato il culmine dell’operazione Apogeo. L’indagine, condotta dagli uomini del Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria, ha consentito di ricostruire tutto il patrimonio accumulato nel corso degli anni dai principali esponenti del clan operante sul litorale romano: Carmine Spada detto Romoletto, Ottavio Spada, Armando Spada, Roberto Spada e Claudio Galatioto. Un patrimonio accumulato, dicono gli investigatori, “attraverso estorsioni, usura e traffico di droga” già sequestrato ottobre 2018.

Fonte : Roma Today