In Colombia i più poveri chiedono aiuto affacciandosi ai balconi

“In questi giorni di quarantena le finestre dei quartieri più poveri delle città colombiane gridano chiedendo aiuto”, scrive El País. “Stoffe, fazzoletti o magliette rosse sventolano come bandiere, un segnale contro la povertà e la fame”.

Hanno cominciato all’inizio di aprile gli abitanti di Soacha, un municipio fuori Bogotá, dove vivono circa cinquantamila sfollati a causa del conflitto armato tra l’esercito e i guerriglieri e migliaia di migranti venezuelani, e dove più del 30 per cento della popolazione vive in stato di povertà. È stato il sindaco Juan Carlos Saldarriaga a consigliare ai cittadini di appendere drappi rossi fuori dai balconi e dalle finestre per far sapere che in quelle case c’erano persone che avevano bisogno di mangiare.

“Potrebbe morire più gente a causa della fame che per colpa del nuovo coronavirus”, ha detto Saldarriaga. Spinti dalla necessità, molti colombiani preferiscono correre il rischio di ammalarsi ed escono per cercare di vendere qualcosa, anche se le strade delle città sono vuote. Quasi la metà dei colombiani lavora nell’economia informale, quindi non può contare su entrate fisse per sopravvivere durante l’isolamento obbligatorio.

Anche se il governo del presidente Iván Duque (centrodestra) e il comune di Bogotá hanno annunciato un sussidio economico per migliaia di famiglie in difficoltà, ci sono stati ritardi e inefficienze nella distribuzione degli aiuti. Il 16 aprile gli abitanti di alcune zone della capitale hanno bloccato il transito con veicoli e pietre per far sentire la loro voce e chiedere al governo e alla sindaca, Claudia López, di recapitare gli aiuti alimentari. Il 20 aprile il presidente colombiano ha detto che la quarantena obbligatoria sarà protratta fino all’11 maggio e che resteranno in vigore le restrizioni sui voli nazionali e internazionali, e anche quelle sugli spostamenti da un municipio all’altro.

Duque ha anche confermato il prolungamento della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, di bar, ristoranti e giardini pubblici. Secondo i dati del ministero della salute aggiornati al 21 aprile, i casi confermati di covid-19 in Colombia erano 4.149, i morti 196.

Fonte : Internazionale