I migliori film di Jack Nicholson

In occasione dei suoi 83 anni (il 22 aprile), ripercorriamo la carriera di Jack Nicholson attraverso alcuni suoi memorabili film

Esiste una definizione, più o meno precisa, che possa descrivere la figura del mitico Jack Nicholson? La maggior parte della critica internazionale lo ha considerato, a seconda delle sue pellicole: istrionico, demoniaco, anticonvenzionale, ipnotico, sarcastico, mostro sacro, icona del cinema americano, il più grande attore del XX secolo (al pari di Marlon Brando).

Di certo, per tutti quelli che hanno amato alla follia i suoi personaggi, gli incasellamenti di uno degli attori più indipendenti di Hollywood suscitano sempre qualche perplessità.

Per molti Jack Nicholson, sarà sempre George Hanson, l’avvocato alcolizzato di Easy Rider (1969), più folle, nonostante il suo abito bianco, dei suoi due alternativi amici motociclisti (Peter Fonda e Denis Hopper) in giro per le strade d’America. Molti altri ricorderanno invece la faccia di Jack Torrance, l’allucinato protagonista di Shining (1980), scrittore senza idee in un albergo troppo grande e isolato per non portare alla pazzia, e quella di McMurphy in Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di Milos Forman dove è un delinquente che per essersi finto pazzo viene realmente rinchiuso in manicomio.

Tutti, pero, saranno concordi che Nicholson (83 anni il 22 aprile) ha fatto la storia del cinema, lasciando un’impronta inconfondibile insieme, questo sì, ad un’immagine di sé alcune volte poco rassicurante, sia sullo schermo che nella vita privata. Lontano dai benpensanti, trasgressivo, diretto, incapace di mezze misure, ha rivoluzionato, fin dai suoi esordi, il modo di essere attore ad Hollywood, portando un vento di cambiamento, negli ambienti degli studios americani.

Ecco una lista delle migliori interpretazioni di Jack Nicholson

Shining (1980)

Dal romanzo di Stephen King del 1977 che più lo ispirò, Stanley Kubrick trasse uno dei suoi capolavori: Shining. Il cult movie, girato tra il 1978 e il 1979, racconta la storia di Jack Nicholson alias Jack Torrance, scrittore in crisi che per ritrovare l’ispirazione accetta un posto di guardiano all’Overlook Hotel sulle Montagne Rocciose. Parte così con sua moglie Wendy e il figlio di sette anni, Danny, senza sapere che quel viaggio cambierà per sempre le loro vite. È considerata, a ragione, una delle pellicole più terrorizzanti della storia del cinema, frutto della perfetta combinazione tra la magia visionaria di Kubrick, la suspense terrifica di Stephen King e l’interpretazione cult di Nicholson ricordato sempre per il suo ghigno malefico. Alcune scene di questo film, quella famosissima in cui Nicholson prende a colpi di accetta la porta del bagno dove si è rifugiata Wendy, sono diventate oramai leggendarie.

Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)

Sono passati 45 anni, eppure pochi film hanno lasciato una traccia così indelebile come Qualcuno volò sul nido del cuculo. Il capolavoro di Milos Forman è uno dei tre film nella storia del cinema (insieme a Accadde una notte di Frank Capra e Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme) ad aver vinto tutti e cinque gli Oscar principali: miglior film, miglior regista, miglior attrice, migliore sceneggiatura non originale e miglior attore protagonista (Jack Nicholson). Nella pellicola interpreta il detenuto Randle Patrick McMurphy e leader dei pazienti di un ospedale psichiatrico dell’Oregon, che sfida la dura capo-infermiera Ratched per donare una nuova speranza ai suoi compagni. Si racconta che Nicholson scommise sul film, accettando un salario basso e una percentuale sugli eventuali incassi. Fu una scommessa vincente, perché il film ebbe un enorme successo, incassando 120 milioni di dollari del 1975.

Batman (1989)

“Sono particolarmente orgoglioso del mio Joker. È un pezzo di pop art”. Così ha avuto modo di dire del suo personaggio lo stesso Nicholson. E come non dargli ragione visto che, non soltanto è stato il primo ad essere interpretato violentemente sopra le righe, ma ha dato lo script a tutti quegli attori che si sono cimentati proprio nella figura del Joker. Dallo scomparso Heath Ledger all’ultimo Joaquin Phoenix. Ma non c’ soltanto questo. Il Batman di Tim Burton che uscì nelle sale nel giugno del 1989 si rivelò un film epocale anche sotto altri punti di vista. Innanzitutto lo straordinario successo al botteghino con oltre quattrocento milioni di dollari d’incasso, corrispondenti all’epoca a più di cento milioni di spettatori. Poi il fatto che è stato il primo Joker della storia ad apparire al cinema. Prima di Nicholson soltanto l’immortale Cesar Romero aveva dato vita a una versione live-action del personaggio nella serie TV Batman. E infine l’interpretazione scatenata di Jack Nicholson che rende il suo villain perfetto per rappresentare al meglio l’atmosfera ibrida del film, tra tratti gotici propri dell’universo di Gotham City e visioni postmoderne.

Chinatown (1974)

Ci voleva il grande Roman Polaski e il fenomenale Jack Nicholson nelle vesti dell’investigatore Jake “J.J.” Gittes per ridar vita al filone noir, un po’ appannato alla metà degli anni settanta, La pellicola, uscita nel 1974, è nel corso del tempo divenuta un’icona del cinema statunitense entrando nella classifica dei migliori 100 film della storia cinematografica americana. Accanto a Jack Nicholson nel ruolo del protagonista, anche l’eterea bellezza un po’ retrò di Faye Dunaway. Senza dimenticare John Huston, monumentale nell’interpretazione del cattivissimo Noah Cross. Un cast superlativo che dà vita ad una storia ricca di dense atmosfere, intrecci, corruzioni e misteri come nella migliore tradizione dei noir anni quaranta. E su tutto la magica mano di Polansky che riesce a cogliere in ogni dove il male dell’uomo, le sue perversioni ambigue che sfociano in una violenza senza confini e senza ragione. Forse lo stesso male che aveva incontrato da piccolo in Polonia e qualche anno prima a Beverly Hills dove, gli era stata tolta per sempre la moglie Sharon Tate (incinta di otto mesi) per mano di una setta di assassini guidata da Charles Manson, mandante degli omicidi.

Voglia di tenerezza (1983)

E uno di quei film che dimostrano l’abilità fuori del comune dell’industria del cinema americano nel confezionare prodotti che giocano con i sentimenti, coinvolgono anche il pubblico più smaliziato e alla fine permettono di commuoversi senza tanti rimorsi. L’epoca in cui uscì era il 1983, tempo da ottimismo reganiano: gli Stati Uniti non avevano voglia di denunciare i propri mali e l’industria guardava al privato. Così progettò questa storia con un cast di primo ordine. Shirley Maclaine, Jack Nicholson, Debra Winger. La trama è la storia di un rapporto tormentato tra una vedova e sua figlia trentenne, sposata con tre figli e un menage coniugale fitto di reciproci tradimenti. A cambiare la vita della vedova ci pensa un ex astronauta un po’ folle; a tingere tutto di dramma ci pensa invece una implacabile malattia che colpisce la figlia. Diretto con sapienza assoluta da James Brooks, Voglia di tenerezza raggranellò una manciata di Oscar (compresi quelli di Shirly Maclaine e Jack Nicholson) e costrinse il pubblico di mezzo mondo a stringersi intorno alla propria ingenua commozione. Debra Wingler, la figlia, con questo film ottenne l’investitura a star, il film diffuse una gran voglia di tenerezza in una moltitudine di pellicole avvenire, mentre Jack Nicholson, impagabile gigione, riuscì nell’impresa di inventare il tipo del bello con la pancia.

Qualcosa è cambiato (1997)

“Qualcosa è cambiato” è una pellicola romantica diretta nel 1997 da James L. Brooks e interpretata da Jack Nicholson e Helen Hunt. Entrambi gli attori furono premiati con il Premio Oscar in qualità di miglior attore protagonista della rispettiva categoria. La rivista Empire ha inserito il film all’interno della classifica sui cinquecento Film più Grandi di Tutti i Tempi, dove occupa la centoquarantesima posizione. Il film che ripropone la coppia Nicholson-Brooks di ”Voglia di tenerezza” è la storia di Melvin, scrittore caustico pieno di disturbi ossessivi e maniacali. Una persona da evitare, che sembra provi gusto a far star male gli altri. Sulla sua strada s’imbattono un artista gay – genere di persona che Melvin ritiene insopportabile – e una cameriera, ragazza madre di un bambino malato. I due gli cambieranno la vita e renderanno Melvin adorabile.

Fonte : Sky Tg24