Benvenuti in Trentino: dieci meraviglie dal Garda alle Dolomiti

Un territorio coperto per il 60% da boschi, e per il 30% costituito da aree di natura protetta, impreziosito da quasi 300 laghi alpini e da sempre luogo di confronto e di scambio fra le culture del Nord Europa e dell’area mediterranea, che qui hanno lasciato nei secoli testimonianze rilevanti fra architetture, opere d’arte, tradizioni. Ecco dieci cose da non perdere in Trentino.

Baita Segantini, Pale di San Martino –  “Le enormi creste del Sass Maor o del Cimon della Pala non appaiono mai così meravigliose come quando, viste tra i rododendri e tra le scure guglie dei pini, le loro rosee cime spuntano qua e là sui prati”. Le parole con cui l’alpinista inglese Douglas William Freshfield, descrive il Gruppo delle Pale di San Martino, trasmettono tutto lo stupore dei primi esploratori davanti allo spettacolo di guglie, torrioni, campanili, bastionate rocciose che svettano sopra le fitte foreste del Parco naturale di Paneveggio-Pale di San Martino. Una visione che ancor oggi cattura quanti ammirano queste montagne, esempio magistrale dell’antica barriera corallina, dal balcone naturale dove sorge Baita Segantini, sopra Passo Rolle , ai piedi del Cimòn della Pala.

Castello del Buonconsiglio a Trento – Il monumentale Castello del Buonconsiglio è stato il simbolo stesso del potere: la residenza dei Principi Vescovi trentini, direttamente nominati dagli imperatori del Sacro Romano Impero tra il 1200 e la fine del 1700. Qui la storia scorre nella successione degli stili e delle architetture, che convivono senza sovrapporsi: un effetto scenografico potente e rivelatore. Dall’imponente mastio cilindrico che caratterizza il nucleo più antico del Castelvecchio e la loggia in stile gotico-veneziano affacciata sulla città (nella foto), si passa al rinascimentale Magno Palazzo attraverso la barocca Giunta Albertiana. All’interno le sale affrescate e decorate dai maestri del rinascimento italiano, Alessio Longhi, Marcello Fogolino, Girolamo Romanino, Dosso e Battista Dossi, mentre nella Torre dell’Aquila si ammira il “ciclo mesi”, capolavoro del gotico internazionale.

Castello di Avio – Il Castello di Avio è uno dei più noti, antichi e suggestivi monumenti fortificati del Trentino. Dalla sua posizione, sulle pendici del Monte Vignola, il castello domina la valle dell’Adige fin quasi a Verona. Imperdibile il colpo d’occhio sull’imponente mastio, la poderosa cinta muraria e le cinque torri. Dal 1977 il castello è un Bene del FAI, che vi ha realizzato un’attenta opera di restauro. Entrando, si attraversa una porta-torre coronata da merli a coda di rondine. Sulla destra si osserva la mole della torre che spicca tra le mura orientali: è la Picadora, chiamata così perché, secondo la tradizione, sulla terrazza venivano impiccati i condannati. All’interno, la sorpresa degli splendidi cicli di affreschi di scuola veronese: La parata dei combattenti, sulle pareti della Casa delle Guardie, e La stanza dell’amore, eleganti decorazioni di gusto cortese nel mastio.

Garda Trentino – Vera e propria enclave mediterranea, incastonata tra la sponda nord del lago e le montagne dolomitiche, dal blu delle acque fino alle Dolomiti di Brenta a nord ed il Monte Baldo a Sud, il territorio del Garda trentino si è modellato nel tempo come uno scenario di acqua e roccia, ed è diventato l’ambiente ideale per le attività outdoor e il relax. Un territorio seducente, coi suoi borghi pittoreschi e ricchi di storia, come Nago,Torbole, Riva del Garda, il clima temperato, circondati da un paesaggio ricco di contrasti e di profumi della tipica flora mediterranea, olivi, limoni, lecci, ginepri, e dominato dallo spettacolo del Lago di Garda. 

Gruppo del Lagorai –  Il Lagorai è la più estesa catena del Trentino orientale e si estende su un territorio compreso fra la Valsugana, l’Altopiano del Tesino, le valli del Vanoi e di Primiero, la Valle di Cembra e la Val di Fiemme, la Valle del Travignolo fino a Passo Rolle. È un territorio ideale per l’escursionismo, ricchissimo di piccoli laghi, fitte ed estese foreste, alpeggi e malghe in quota. Gli insediamenti antropizzati sorgono prevalentemente in aree periferiche conferendo così alle zone più interne caratteristiche di autentica “wilderness” alpina. Nel cuore del gruppo, la sella di Passo Cinque Croci nei pressi di Malga Valciòn, la Val Cia e la Val Campelle separano il Lagorai dal massiccio granitico di Cima d’Asta, 2847 m, la più alta vetta di questo settore.

Le Dolomiti UNESCO – Le Dolomiti, oggi come nel passato, catturano l’immaginario con le loro spettacolari conformazioni verticali, le gigantesche scogliere rocciose che si innalzano anche per 1600 metri sopra le linee morbide e ondulate di foreste e praterie alpine, la molteplicità dei colori che le rocce possono assumere lungo l’arco della giornata. Camminare tra queste montagne costituisce un’esperienza visiva ed emozionale che, a partire dal 1800, ha catturato viaggiatori, alpinisti, scrittori, artisti, i quali affidarono a diari, racconti, schizzi e acquerelli, l’incontro con la sublime bellezza dei Monti Pallidi. “Una selva di torri, di guglie,di arditi pinnacoli” Con queste parole Il geografo trentino Cesare Battisti descriveva le Dolomiti di Brenta. Gruppo di montagne, completamente separato dagli altri massicci dolomitici, si estende per 400 km quadrati nel Trentino occidentale. L’intero Gruppo di Brenta è inserito nel Parco naturale Adamello – Brenta.

Il borgo di Mezzano in Primiero – Nelle Dolomiti trentine nella valle di Primiero, ai piedi delle Pale di San Martino, ecco il borgo di Mezzano inserito nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia”. Il suo centro storico è un abbraccio stretto e forte di case, cresciuto come impone la montagna adattandosi le esigenze dell’uomo ai caratteri orografici, climatici ed economici del territorio. Oggi questo borgo è una sorta di serbatoio di vita alpina, una miniera inesauribile di idee che si offrono al visitatore in ogni angolo nascosto, lungo i vicoli, nelle piazzette, all’ombra dei ballatoi in un vibrante museo sotto il cielo. Attualmente sono una trentina, e di anno in anno ne vengono creati di nuovi.

Ghiacciaio Adamello Mandròn – Il Gruppo dell’Adamello che si estende a cavallo delle Province di Trento e Brescia e la parte trentina ricade all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta, il più esteso Parco naturale del Trentino. Ai piedi del Monte Adamello si estende il più esteso ghiacciaio dell’arco alpino italiano, l’Adamello – Mandròn, oggi al centro di un costante monitoraggio per misurare l’entità del suo progressivo ritiro in conseguenza del cambiamento climatico del Pianeta. L’accesso al grande circo glaciale avviene dalla val Genova, una delle più suggestive del Parco Adamello Brenta. Il ghiacciaio dell’Adamello – Mandròn, insieme alle vette che gli fanno da corona, le tre cime delle Lobbie, La Cresta Croce, il Corno Miller, Passo Garibaldi, si associa alle vicende della Guerra Bianca.

Val Canali – La Val Canali, a poca distanza dal paese di San Martino di Castrozza, è considerata una delle più belle valli alpine del Trentino e rappresenta l’accesso meridionale al gruppo dolomitico delle Pale di San Martino. Emozionante e suggestiva è la via che conduce all’imbocco della valle che passa sotto le rovine dell’antico Castel Pietra. Nelle acque del piccolo Lago Welsperg si riflette lo stupendo scenario dei boschi e delle Pale di San Martino. Il lago non è un bacino naturale: lo vollero i signori Welsperg per abbellire i dintorni della villa costruita nell’Ottocento come residenza di caccia. La vicina Villa Welsperg è oggi uno dei Centri visitatori del Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino che ha come tema conduttore l’ambiente acquatico di montagna. Si racconta che nelle vicinanze del laghetto e dell’antico Castel Pietra vivessero un tempo le guane, fantastiche creature dai lunghi capelli biondi, vestite di abiti leggeri e trasparenti, che con il loro provocante fascino ammaliavano i viandanti. 

Monte Baldo – In Trentino la primavera è il racconto della natura che si sveglia. Un racconto che cambia, territorio per territorio, settimana dopo settimana mentre animali e piante ripercorrono il loro instancabile rito della rinascita e ci regalano momenti di bellezza e pura energia vitale. Un’autentica esplosione di colori, quella che in poche settimane vivacizza il paesaggio delle valli, per trasferirsi man mano che si procede verso l’estate alle fasce montane più alte, fino alle praterie in quota. Hortus Italiae era il nome del Monte Baldo nell’antichità. La sua flora ricca di endemismi pre-glaciali è un trattato di botanica a cielo aperto sfogliato nei secoli da tutti i maggiori naturalisti europei. Qui, sulle praterie in quota, particolarmente spettacolare è la fioritura del Botton d’oro, inconfondibile per i fiori di intenso colore giallo, e di numerose altre specie officinali. 

Per maggiori informazioni:  www.visittrentino.info

Fonte : TgCom